Un parcheggiatore abusivo (foto di repertorio)

I fatti all’esterno della clinica Villa Betania di Ponticelli. L’imputato si è giustificato: i soldi erano per un caffè

Anni tre, mesi sei, giorni venti di reclusione: questa è la pena comminata dal gip presso il Tribunale di Napoli nei confronti di I. S., accusato di tentata estorsione aggravata nello svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo all’esterno dell’ospedale Villa Betania nel quartiere Ponticelli di Napoli. I fatti risalgano al mese di febbraio dello scorso anno, allorquando all’esterno della clinica di Napoli Est, il giovane parcheggiatore napoletano si avvicinava all’automobilista, anziano e disabile, richiedendo la consegna di una somma di denaro come corrispettivo per il parcheggio dell’auto. Dinanzi al rifiuto dell’automobilista partono le minacce del giovane. Dopo qualche minuto, però, vi è l’arrivo degli agenti di polizia, che identificano ed arrestano il giovane parcheggiatore abusivo.

L’anziano signore, infatti, dinanzi all’ingiusta richiesta di denaro aveva immediatamente allertato l’intervento delle forze di polizia. In sede di interrogatorio, l’imputato ha dichiarato di aver richiesto denaro all’automobilista ma a mero titolo di offerta per poter permettergli di prendere un caffè, senza, quindi, alcun tipo di minaccia o violenza. Elementi che sono stati evidenziati nel corso della discussione dal difensore del giovane parcheggiatore ma che non hanno convinto a pieno il giudice, tenuto conto anche della recidiva che gravava sull’imputato avendo quest’ultimo precedenti fermi di polizia proprio per l’attività di parcheggiatore abusivo. Il gip Sepe, ha quindi ritenuto I. S. responsabile del reato di tentata estorsione aggravata e condannato, in sede di giudizio abbreviato, alla pena di tre anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione.

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