Il capo ufficio stampa del Comune di Napoli, Mimmo Annunziata, e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (dal profilo Fb)
Il capo ufficio stampa del Comune di Napoli, Mimmo Annunziata, e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (fonte Fb)

di Giancarlo Tommasone

Dove eravamo rimasti? Ah, sì. Alla web tv del Comune di Napoli. Appunto, del Comune di Napoli. Mezzo di comunicazione on line che dovrebbe trattare argomenti relativi all’attività dell’Amministrazione e della città partenopea.

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E invece ci risiamo, nonostante il caso sollevato dal nostro giornale fosse arrivato in Commissione Trasparenza
e si fosse raggiunta una sorta di accordo per scongiurare il monopolio dell’informazione arancione e quello
del sindaco de Magistris

L'intervista del sindaco de Magistris alla webtv del Comune di Napoli dopo il primo turno alle amministrative
L’intervista del sindaco de Magistris alla webtv del Comune di Napoli dopo il primo turno alle amministrative

Torna dunque TeleKabul. Giggino non ce l’ha fatta a resistere e da un po’ di giorni ha lanciato «proclami» da quella che continua a intendere televisione «propria» e dei suoi. Ma lasciando stare l’intenzione, addentriamoci nel merito degli argomenti e ci renderemo conto come alcuni, nulla attinenza abbiano con le questioni amministrative napoletane.

Ci occuperemo dell’ultima settimana di trasmissioni

Il 15 giugno scorso de Magistris interviene sul caso della costruzione del nuovo stadio a Roma e sull’inchiesta che ha portato a indagare anche alcune persone vicine al M5S. Dice Giggino: «La notizia è che dopo due anni di governo Raggi, sono ormai tanti gli scandali che hanno travolto, comunque, personaggi vicini o comunque interni al Movimento 5 Stelle. E poi così ti spieghi tante cose, (ad esempio) che l’onestà non è qualcosa che si proclama solo per fare propaganda elettorale».

Il sindaco di Roma, Raggi e il sindaco di Napoli, de Magistris

Il 19 giugno uno degli affondi contro Salvini

Il titolo del servizio è «Pronti alle barricate per difendere la Costituzione». Nel corso dell’intervista, il sindaco di Napoli, afferma: «Domani quale sarà il prossimo editto salviniano (si riferisce alla vicenda del censimento per i cittadini di origine Rom, ndr)? Gli ebrei? Gli omosessuali? Mi ricordano pensieri e azioni del Novecento. Quello che pensava Hitler e quello che pensava Mussolini».

Roberto Saviano e Matteo Salvini

Per finire, lo scontro a distanza veicolato sempre dalla web tv del Comune di Napoli, sulla questione della scorta a Saviano, rispetto alla quale Matteo Salvini aveva dichiarato: valuteremo se toglierla. «Io trovo gravissima l’affermazione del ministro dell’Interno proprio perché è il ministro dell’Interno (…) Fa quella dichiarazione dopo le critiche di Saviano (…) A furia di queste uscite, si rischia veramente di mettere in pericolo singole persone e lo stesso Paese», afferma de Magistris. Non capiamo che attinenza possano avere tali argomenti con la città e con il Comune di Napoli. Appaiono piuttosto come «editti» del primo cittadino. TeleKabul è tornata. Anzi non se ne è mai andata, nonostante le rassicurazioni circa il pluralismo che pure erano state date.