L'intervista del sindaco de Magistris alla webtv del Comune di Napoli dopo il primo turno alle amministrative
L'intervista del sindaco de Magistris alla webtv del Comune di Napoli dopo il primo turno alle amministrative (2018)

Un passo alla volta sembra che in consiglio comunale, a Napoli, si stiano rendendo conto dell’anomalia di una web-tv come «TeleKabul». Che si occupa esclusivamente del sindaco e del suo «cerchio magico».

L’ANOMALIA DI «TELEKABUL»
E L’ESIGENZA DI BILANCIARE
LA COMUNICAZIONE DEL
COMUNE DI NAPOLI

Ieri, in commissione Trasparenza, si è tenuto un serrato dibattito attorno alla gestione dell’emittente municipale. E, più in generale, alla comunicazione di Palazzo San Giacomo verticalizzata quasi esclusivamente sul primo cittadino. Con l’esclusione del consiglio comunale e delle singole articolazioni. Che, al pari di Luigi de Magistris, che utilizza «TeleKabul» anche per annunci relativi al suo partitino «deMa», sono stati eletti dai cittadini. E hanno, quindi, il diritto-dovere di comunicare che cosa accade nella Casa comunale.

ad
Il consigliere comunale Mimmo Palmieri

«Oggi in commissione Trasparenza è emerso con evidenza il deficit di comunicazione dei singoli consiglieri comunali e dei gruppi – ha commentato il presidente dell’organo consiliare, Mimmo Palmieri –. Si è convenuti sull’esigenza di bilanciare la comunicazione del sindaco e della sua giunta con quella dei consiglieri. Che, singolarmente, come gruppi o come componenti delle apposite commissioni, svolgono un importante lavoro preparatorio dei temi su cui dibatte l’aula di Via Verdi».

Il capo ufficio stampa del Comune di Napoli, Mimmo Annunziata, e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (dal profilo Fb)
Il capo ufficio stampa del Comune di Napoli, Mimmo Annunziata, e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (dal profilo Fb)

Nel corso dell’audizione, il portavoce e capo ufficio stampa dell’Amministrazione, Mimmo Annunziata, ha ricordato che la web-tv «è uno strumento dell’Ufficio stampa. Che, tra l’altro, assicura lo streaming delle sedute del Consiglio a costo zero. Assicurando un servizio ripreso anche da altri Comuni, che se esternalizzato, come ipotizzato prima del 2011, sarebbe costato 80 mila euro».

PERCHE’ PROVARE A SPOSTARE
IL DIBATTITO SU«TELEKABUL»
DAI CONTENUTI AI COSTI?

Una puntualizzazione che sposta, inutilmente, il discorso dai contenuti ai costi. Costi a cui nessun consigliere comunale aveva fatto riferimento, peraltro. Aggiunge Annunziata, scrivendo di sé nel comunicato poi diramato agli organi di stampa, che se «venissero scritte nuove regole per cambiare i contenuti dell’attività dell’ufficio (stampa, ndr) potrebbero essere rivisti i servizi oggi previsti. E per questo resta aperta la massima disponibilità al dialogo».

Il dibattito in Commissione Trasparenza sulla web-tv comunale
Il dibattito in Commissione Trasparenza sulla web-tv comunale

In che cosa consista questa rivisitazione dei «servizi» però non lo spiega. Tant’è che lo stesso Palmieri, in una successiva nota, parla di «nodi» che sono «venuti al pettine».

IL TEMA DI «TELEKABUL» VERRA’ RIPRESO
NELLA PROSSIMA RIUNIONE DEI CAPIGRUPPO

«Si è deciso – ha continuato l’esponente dell’opposizionedi ridiscutere del tema in una prossima riunione dei capigruppo, occasione in cui sarà possibile avanzare proposte concrete. Tra queste, non ultima, la possibilità di ripristinare il doppio canale di comunicazione. Uno che segua l’esecutivo e il suo vertice e l’altro che si occupi del consiglio, così come avveniva in passato. Oscurare il consiglio comunale, in tutte le sue articolazioni, significa fare dell’organo di informazione un organo di propaganda. E – conclude Palmieri – non garantire il pluralismo, principio che è alla base di ogni sana e piena democrazia». Con buona pace della disponibilità al dialogo.