Adolfo Greco, Filippo Capaldo e Michele Zagaria

«Oro bianco» e camorra

di Giancarlo Tommasone

E’ previsto per questa mattina, presso il carcere di Secondigliano (dove è detenuto), l’interrogatorio di garanzia per Adolfo Greco, l’imprenditore 69enne di Castellammare di Stabia, meglio conosciuto come «il re del latte». Greco è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Già coinvolto in una precedente inchiesta (che aveva fatto emergere rapporti tra imprenditoria e camorra stabiese), era finito in prigione il 5 dicembre del 2018. Dopo più di 400 giorni passati dietro le sbarre, aveva ottenuto i domiciliari per le sue condizioni di salute, ritenute incompatibili con la detenzione in cella. Ma la permanenza fuori dalla struttura di Secondigliano è durata assai meno di 24 ore, mercoledì Greco è stato nuovamente arrestato. Insieme a lui sono finiti in carcere i fratelli Nicola e Filippo Capaldo (già detenuto per altro), nipoti del boss dei Casalesi, Michele Zagaria. Domiciliari disposti, invece, per i due manager casertani di Parmalat, Antonio Santoro e Lorenzo Vanore; per Teresa Zazzaro e Giuseppe Petito (considerati due prestanome, ai quali si contesta il trasferimento fraudolento di valori). Gli indagati dell’inchiesta, coordinata dai pm Giuseppe Cimmarotta e Maurizio Giordano, sono in totale dieci.

Il latte, fortuna
e croce di Adolfo Greco

Al centro sempre l’oro bianco, il latte, che ha fatto la fortuna di Greco, ma che per le vicende giudiziarie che lo riguardano, si può dire abbia rappresentato anche la croce per l’imprenditore stabiese. Nel mirino degli inquirenti è finita la ditta di distribuzione Euromilk, che sostiene l’accusa, sotto altre forme societarie, avrebbe continuato ad avere rapporti con la Parmalat (che non risulta coinvolta in questo procedimento), malgrado il sequestro disposto nell’ambito di un’altra inchiesta. La Euromilk, di fatto riconducibile ai fratelli Capaldo, sostengono i magistrati, avrebbe continuato a produrre guadagni per i due nipoti di Zagaria. L’idea di dribblare la confisca, attraverso la costituzione di una cooperativa di lavoratori, sarebbe stata suggerita ai due Capaldo proprio da Greco. Tutto era stato progettato per «far ereditare i contratti che Euromilk aveva con Parmalat, quest’ultimi portati avanti malgrado il sequestro e l’amministrazione giudiziaria», scrive il gip Leda Rossetti nell’ordinanza. I fratelli Capaldo, annotano gli inquirenti, non utilizzavano telefoni cellulari per il timore di essere intercettati.

La paura
delle intercettazioni,
il primo incontro presso
la Cil di Adolfo Greco

Il loro link con Greco sarebbe stato rappresentato, sostengono i magistrati, dal geometra Sebastiano De Luca Picione (non risulta indagato nell’inchiesta in oggetto). «Quando io ho bisogno (di contattarli)… loro non tengono telefonino, non tengono niente… io tramite questo ingegnere (un geometra in realtà, ndr)», spiega Greco mentre parla con il figlio e con Tobia Polese, meglio conosciuto come don Antonio, il defunto «boss delle cerimonie».

Le chiacchierate col figlio e
con il «boss delle cerimonie»

E’ bene sottolineare che né Polese, né il figlio di Greco risultano coinvolti nell’inchiesta, che ha portato al nuovo arresto dell’imprenditore. Il primo incontro tra il geometra e il 69enne stabiese, avviene il 28 giugno del 2013 presso la Cil, azienda di Greco. Una telefonata captata dagli inquirenti annuncia la visita del geometra a Castellammare. A rispondere alla chiamata è il figlio di Adolfo Greco che utilizza, in quel momento il telefono del padre. «Buongiorno, io sono De Luca», si presenta il geometra. «Ah, sì, salve», risponde il figlio di Greco.

Il linguaggio in codice

«Sto venendo a prendere il caffè», dice De Luca Picione. «Va bene», fa il suo interlocutore. E’ il 28 giugno del 2013. Quello stesso giorno, è riportato nell’ordinanza, presso la Cil, avverrà il primo incontro (a cui seguiranno molti altri) tra Sebastiano De Luca Picione, Adolfo Greco e Nicola Capaldo. All’inizio quella di Capaldo resta una voce di un soggetto non identificato. Si riuscirà a risalire a lui grazie alla comparazione effettuata con altri campioni vocali e al contenuto di successive conversazioni che avvengono tra Greco e altri soggetti. Il 28 giugno del 2013 De Luca e Nicola Capaldo entrano nella sede della Cil. De Luca Picione presenta Capaldo a Greco, utilizzando il termine «compariello». «Accomodatevi», fa Greco. In un’altra occasione, De Luca, parlando al telefono con Greco e organizzando un incontro tra quest’ultimo e Nicola Capaldo, si riferisce al nipote di Zagaria, indicandolo come geometra: «Se è una cosa urgente, mando il geometra a mezzogiorno».