Nelle scorse ore il questore di Torino ha emesso 38 Daspo nei confronti di altrettanti tifosi bianconeri

di Giancarlo Tommasone

Non è legato ad alcun gruppo ultras organizzato, Giuseppe Franzo, 54 anni. Ma è finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta Last Banner, che ha colpito i vertici della curva Sud della Juventus. Nelle scorse ore, il questore di Torino ha emesso ben  38 Daspo (quanti sono appunto gli indagati), arrivando a infliggere misure che, in quattro casi, vieteranno ai destinatari di assistere a manifestazioni sportive, per dieci anni.

Tornando al ruolo di Franzo, scrivono di lui gli inquirenti, nella richiesta di misure di custodia cautelare, «pur non appartenendo ad alcun gruppo ultras ed essendo formalmente incensurato, come si è detto, nel ruolo di “mediatore” tra la società Juventus Fc e Pairetto, si è reso parte attiva nel veicolare le richieste estorsive a Pairetto, con ruolo fattivo nella realizzazione del reato (di minaccia nei confronti di Alberto Pairetto, slo della Juventus, al fine di costringerlo a procurare loro biglietti ed altre agevolazioni non dovute ed in violazione della normativa sportiva); e partecipazione alle riunioni tra gli ultras per approntare la strategia estorsiva».

La società bianconera parte lesa nell’ambito dell’inchiesta Last Banner

Abbiamo più volte sottolineato che sia la società bianconera che Alberto Pairetto (figlio dell’arbitro Pierluigi, condannato nell’ambito dell’inchiesta Calciopoli) siano parte lesa. Resta però il fatto singolare che lo slo (vale a dire sostenitore ufficiale di collegamento della Juve), abbia più volte avuto conversazioni con uno degli ultras finiti poi nel mirino di Digos e magistratura. Parliamo proprio di Franzo, il cui ruolo «riconosciuto da tutti, di “mediatore” tra i gruppi ultras e la società, si evidenzia nuovamente in occasione della partita Atletico Madrid-Juventus (del 20 febbario 2019)». Pairetto, annotano gli inquirenti, «parlando con (il security manager bianconero) Alessandro D’Angelo, delle lamentele che stanno circolando sui vari blog e social network per il prezzo dei biglietti relativi all’incontro di Champions League, afferma di «di essere stato contattato da Beppe (Franzo), il quale non voleva lamentarsi, ma voleva avvisarlo di questa situazione».

Pairetto, è riportato nero su bianco nella documentazione relativa alla richiesta di applicazione delle misure cautelari, dichiara «di aver fatto in modo di diminuire i prezzi dei titoli di accesso e “di essere riuscito ad abbassare il prezzo di 10 euro solo per le curve (…) se non si è abbonati il prezzo e di 75 euro”. In effetti, lo stesso giorno, poco prima della telefonata con D’Angelo, Pairetto aveva contattato Franzo, per dirgli che domani si sarebbero visti per “parlare un pochino” e quest’ultimo aveva accennato al fatto che “vorrebbe parlargli della situazione”». Ebbene, l’incontro di Champions si svolge a febbraio del 2019, Pairetto si era rivolto alla Digos a giugno del 2018. Nonostante avesse denunciato le pressioni subite dalla società bianconera, dalle intercettazioni, si evince come si sia adoperato per far scendere il prezzo dei biglietti. Tutto ciò, è evidente, per timore di reazione da parte della tifoseria scontenta.