Il giornalista aveva portato la vicenda in tribunale per essere finito con la sua voce in una delle pellicole del re dell’hard, ma non è riuscito a far valere le sue ragioni.

di Fabrizio Geremicca.

Uno, Raffaele Auriemma, è tra i più noti giornalisti sportivi italiani, beniamino dei tifosi partenopei per le sue telecronache spumeggianti. L’altro, Mario Salieri, alias di Mario Altieri, è un regista cult del genere porno. Sono i protagonisti di una vicenda che è finita in Tribunale e che si è conclusa ora con l’assoluzione di Salieri da parte del giudice monocratico Rossella Tammaro, in forza alla XI sezione penale. Auriemma aveva denunciato nel 2011 Salieri per diffamazione. Ha raccontato ai giudici di essere stato contattato nel 2005 da un altro giornalista, Umberto Aprea, con il quale all’epoca conduceva un programma radiofonico su una emittente locale, il quale gli disse di essere stato incaricato da Salieri di sondare la disponibilità di un cronista sportivo famoso in Campania “per realizzare un film documento sugli scandali del mondo del calcio”.

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Ha detto, ancora, che incontrò il regista e che si discusse della realizzazione di un documentario sul calcio che sarebbe stato trasmesso da Sky e nel quale sarebbe stato coinvolto anche l’ex calciatore Carlo Petrini. Ha poi raccontato che fu raggiunta una intesa economica con Salieri per il confezionamento di due telecronache di partite disputate da attori professionisti, che sarebbero state poi effettivamente registrate in uno studio a Napoli. Ha riferito al magistrato, inoltre, di avere rilasciato fattura per 500 euro alla Mario Salieri Entrateinment Group Incorporation ed una liberatoria relativamente all’utilizzo della propria voce per le due telecronache. Riferisce ancora Auriemma di non aver avuto alcuna contezza nel 2005 della circostanza che quello al quale collaborava era un film porno, di non avere mai sentito prima il nome di Salieri e di non avere più seguito la vicenda fino al 2011, quando un cronista del Corriere del Mezzogiorno gli chiese di commentare la circostanza che una sua telecronaca fosse stata utilizzata per il film porno “Salieri Football”. Solo a quel punto – ha riferito Auriemma in Tribunale – avrebbe scoperto tramite ricerche in internet che Salieri era il re delle pellicole riservate agli adulti.

Si era dunque precipitato a visionare “Salieri Football” in Dvd ed aveva appurato che il suo nome compariva nei titoli di coda e nelle locandine. Da quel momento avrebbe perso importanti opportunità lavorative per colpa della notorietà cbe la sua partecipazione al film a luci rosse aveva ricevuto attraverso l’articolo del Corriere del Mezzogiorno ed attraverso le chat ed i social dei tifosi. Di qui la querela per diffamazione e la richiesta di risarcimento danni. Il magistrato ed il pubblico ministero, nel corso del processo, hanno interrogato anche il regista. La sua tesi difensiva è stata che Auriemma era perfettamente a conoscenza della natura del film sia perché da 35 anni Mario Salieri realizza esclusivamente film porno, sia perché, al momento della registrazione delle telecronache da parte di Auriemma, la pellicola era stata già girata ed i fotogrammi espliciti di scene di sesso non lasciavano spazio ad alcun fraintendimento.

Il giudice, dopo avere ascoltato alcuni testimoni, tra i quali Aprea, ed avere preso visione del film si è convinta che Salieri meritasse di essere prosciolto. Il regista ha dunque evitato la condanna a 1000 euro invocata dal pm e, soprattutto, la sicura richiesta ben più cospicua di risarcimento da parte del giornalista. “Ritiene il Giudice – recita la sentenza – che sulla scorta delle risultanze processuali acquisite non sia possibile pervenire con il necessario grado di certezza ad un’affermazione di responsabilità dell’imputato, che va dunque prosciolto per non essere stata dimostrata, al di là di ogni ragionevole dubbio, la sussistenza dell’elemento psicologico doloso della contestata diffamazione”. In altri termini, secondo il giudice non è provato oltre ogni dubbio che Salieri avesse compreso che Auriemma non aveva capito che stava collaborando ad una pellicola a luci rosse. Il giornalista potrà cercare la rivincita in appello. Salieri, dal suo canto, annuncia già tramite il suo addetto stampa che chiederà un risarcimento ad Auriemma. La faccenda, insomma, minaccia di trascinarsi ancora a lungo nelle aule di tribunale.