Da anni ormai la zona che da Via San Biagio dei librai, si inarca per San Gregorio Armeno e sale fino a Piazza San Gaetano, è diventata una tappa imprescindibile per migliaia di visitatori provenienti da tutte le parti d’Italia e del mondo. Dall’autunno e ben oltre l’inizio di gennaio, la «strada dei presepi» si anima e diventa un unico organismo fatto di gente. Tale ressa a volte può nascondere delle insidie, a cui si cerca di far fronte attraverso l’utilizzo di una serie di telecamere wireless, occultate direttamente in alcuni presepi in esposizione.

San Gregorio Armeno, la strada dei pastori

La circostanza è materia di indagine da parte degli investigatori. Massimo riserbo delle forze dell’ordine sui particolari della vicenda, frutto di controlli partiti durante lo scorso mese di novembre in seguito a notizie apprese da fonti confidenziali. Naturalmente a temere che si materializzi un tutore dell’ordine o peggio, un nemico armato, sono i componenti dei gruppi criminali della zona. Per trovare scampo dalla visita di polizia e carabinieri o da un raid dello schieramento avverso, hanno pensato bene di installare una rete di telecamere collegate a un’unica centralina.

Le immagini raccolte possono essere tranquillamente visualizzate su un telefonino, in tempo reale.

E poi, a chi verrebbe in mente che hanno piazzato un occhio elettronico nel presepe? L’area monitorata confina con quella del Duomo e di Forcella e non è per niente lontana dalla Sanità. Alcune delle bancarelle improvvisate e installate per il solo periodo natalizio (che collima con la massima affluenza di turisti), sono gestite da persone legate da rapporti di parentela a note famiglie della zona.

Il busto funerario di Emanuele Sibillo, baby boss della “Paranza dei bambini”

Non rappresenta novità il fatto che Emanuele Sibillo fosse il nipote di un artigiano di presepi. Né ci sorprenderemmo più di tanto, se oltre al busto di creta del «Che Guevara» di Forcella, fossero state realizzate – come si vocifera già da un po’ di tempo – delle statuine che ne riproducono le fattezze.