I tavoli tematici di deMa

La nuova trovata dell’associazione arancione

di Giancarlo Tommasone

Non è proprio il massimo, sul versante dell’originalità, il movimento arancione. Questo si sa. Ulteriore conferma viene dall’ultima trovata, quella dei tavoli tematici. Con i quali deMa altro non fa che copiare dal Partito democratico, che aveva proposto la Fonderia delle idee, addirittura nel 2014.

Una imitazione della Fonderia
delle idee varata dal Partito democratico

Ma lasciando stare l’originalità, appunto, occupiamoci dei singoli temi che verranno affrontati dai due tavoli del partito del sindaco. Dunque, qui esamineremo ogni argomento e cercheremo di suggerire una soluzione atta a risolvere le criticità.

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Cultura/Turismo sostenibile: Luigi de Magistris cominci a sollevare dall’incarico l’assessore Eleonora De Majo; poi inizi a far controllare le tante pizzetterie e friggitorie che negli ultimi anni sono spuntate come funghi (soprattutto nella zona più turistica della città); e ancora, faccia passare ai raggi X, case vacanza e B&B, alla scoperta delle attività abusive (ce ne sono a bizzeffe, basta guardare bene); disciplini, il sindaco, il regolamento dei bed & breakfast (regolari), alcuni dei quali gestiti anche da persone che nel suo partito ricoprono ruoli di vertice.

Diritto alla città: il primo cittadino renda accessibile Napoli anche a chi vive nelle lande «dimenticate» della periferia; assicuri la manutenzione di edifici comunali e la cura del verde pubblico, perché a Napoli si può morire mentre si passeggia per strada, investititi dai calcinacci di un palazzo, da un lampione, da un palo per la segnaletica verticale o dal tronco di un albero.

Valorizzazione del patrimonio pubblico: come prima sul versante della manutenzione; poi agisca per restituire alla collettività anche gli spazi occupati da chi gli ha assicurato appoggio elettorale e politico (vedi i compagni dello pseudo antagonismo napoletano, Insurgencia su tutti).

Diritto alla salute/ Medicina di genere: la fascia tricolore cominci a far raccogliere la spazzatura nelle già citate zone dimenticate (la periferia) e negli altri quartieri della città. E chiuda i siti di stoccaggio dei rifiuti.

Parità di genere/Libertà civili e diritti: il sindaco si faccia un giro al Vasto, e rendiconti della bufala della flotta salva-migranti; anche i napoletani hanno diritti, de Magistris questo spesso lo dimentica. E per quel che riguarda le libertà civili, smetta le posizioni anti israeliane e sia più sobrio nell’esternare quelle filo palestinesi. A proposito, in una città civile come Napoli, la De Majo, sempre lei, dopo le ripetute uscite contro il sionismo, andrebbe sostituita.

Questione morale/Costituzione: il sindaco cominci a occuparsi della città che governa, piuttosto che di grandi sistemi, per discutere i quali né lui, né i suoi, sembrano al momento essere attrezzati.

Passiamo alla seconda tranche di temi, Costruire la Pace/Welfare/Associazioni in rete: la pace si costruisce anche evitando la ghettizzazione al Vasto e nelle altre zone dimenticate di Napoli; relativamente al Welfare, de Magistris chieda all’ex assessore Gaeta, che al riguardo ha dichiarato: l’assistenza sociale è un tema del quale Palazzo San Giacomo non si interessa; siano premiate e messe in condizioni di lavorare tutte le associazioni, non solo quelle emanazione degli arancioni.

Democrazia partecipativa/Beni comuni: vale lo stesso discorso affrontato per altri temi fin qui trattati, occorre agire con la manutenzione dei beni comuni e renderli accessibili a tutti i cittadini: solo così si ha qualche possibilità di parlare di democrazia partecipata.

Politiche del Lavoro/Nuove economie/Debito: qui, solo una considerazione, il debito è aumentato paurosamente negli ultimi cinque anni, il sindaco amministra la città da 8 anni e mezzo.

Politiche giovanili/Formazione/Ricerca/Innovazione: spieghi il sindaco ai tanti giovani napoletani perché non si riesce nemmeno a mantenere aperto e a curare un campetto da calcio comunale. E soprattutto come mai le scuole, alla base della formazione, cadono a pezzi e rimangono chiuse in occasione di ogni temporale.

Infrastrutture/Mobilità sostenibile: preferiremmo non affrontare la questione, tanto sono diventati ridicoli i temi della mobilità e delle infrastrutture a Napoli. Per comprendere il fenomeno, consigliamo al sindaco di vivere un giorno da pendolare, provando a muoversi per la città con i mezzi pubblici. Nel caso in cui dovesse riuscire a salire su un bus dell’Anm, gli consigliamo un viaggio su strade dissestate che manco nel periodo immediatamente post bellico stavano così rovinate, c’è un’ampia varietà di scelta, dal centro alla periferia.

Cambiamento climatico/Ambiente: il sindaco vada un po’ a Scampia, a Secondigliano, a San Giovanni a Teduccio, a Ponticelli (solo per citare i quartieri dove si vive costantemente l’emergenza) e constati come cambia il clima a causa dei roghi tossici e dei siti di stoccaggio dei rifiuti aperti dal Comune. A proposito, se davvero vuole affrontare il tema, cominci a mettere al vertice di Asìa una persona qualificata, e non una che, non ha alcuna competenza di genere, e che vanta un passato da «pasticciera». Con tutto il rispetto per i pasticcieri, che svolgono un lavoro nobile e fondamentale per la società. Quando però fanno i pasticcieri e non i presidenti dell’azienda per l’igiene urbana della terza città d’Italia.