Alta velocità nella bufera

La Procura di Napoli Nord ha chiesto il sequestro della stazione Tav di Afragola (compresi i binari) e indagato Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete ferroviarie italiane, con l’ipotesi di reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Secondo gli inquirenti, l’ad di Rfi fu avvisato rispetto al fatto che dovesse fermare i treni. A giugno del 2017, ricostruisce l’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, Maurizio Gentile fu convocato nella sede della Procura di Napoli Nord. La stazione dell’Alta velocità era stata inaugurata appena quattro giorni prima. I pm, però, avevano ascoltato già numerose intercettazioni e dunque sapevano che quella stazione non aveva i collaudi a norma. Va sottolineato un fatto: la struttura si trova in zona sismica, quindi il rischio è altissimo. L’ingegnere fu messo al corrente rispetto alla grave mancanza e alla falsità della certificazione statica che arrivò in extremis. «Avrebbe potuto impedire l’ulteriore utilizzo del nodo ferroviario», argomentano i pm, ma nulla fu fatto. Per tale motivo Gentile è stato indagato.