di Giancarlo Tommasone
                                                                         Palazzo San Giacomo è alle prese con la questione, non certo di facile soluzione, della Tari. E si prospetta all’orizzonte, un altro nodo da sciogliere: a causa «dell’omissione dei coefficienti, nella delibera del Consiglio comunale del 30 marzo 2017 (la numero 18 che ha come oggetto la determinazione delle tariffe del tributo comunale sui rifiuti, ndr), risultano impugnabili, tutte le cartelle pervenute ai contribuenti per detto anno solare», rilevano gli avvocati Mario Italiano e Renato Lucarelli.

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Problematica da aggiungere a quella dell’incasso per la Tari, poiché stando agli ultimi dati diffusi, il Comune sarebbe riuscito a riscuotere appena 40 milioni dei 600 destinati all’ente di Piazza Municipio. Il calcolo è semplice, mancano all’appello 560 milioni, una cospicua fetta di denaro da introitare.

Tari, il Comune di Napoli
ha da riscuotere
560 milioni di euro

Si prevede di mettere le mani, almeno sul 60% del valore delle cartelle, 540mila, inviate nei primi due mesi del 2019. Si tratta di 360 milioni. Ma come sottolineato in alcuni articoli di stampa, non sarà un’impresa facile, poiché tra le 540mila cartelle che sono state inviate ai cittadini morosi, ce ne sono diverse che contengono errori di calcolo relativi al conteggio dei metri quadrati e del numero degli abitanti per immobile, rispetto ai quali quantificare la tariffa del tributo.

A proposito degli avvisi
inviati dal Comune,
hanno a che fare con gli anni
2013, 2014, 2015, 2016 e 2017

Gli uffici comunali sono al lavoro per risolvere il rebus e nel frattempo, viene evidenziato un errore di calcolo relativo all’annualità 2017. Ma c’è di più, oltre a detto errore di calcolo, come scrivevamo all’inizio dell’articolo, «a seguito della nostra verifica, si aggiungerebbe un errore di forma e non solo di calcolo, tale da configurare un profilo di illegittimità di tutte le cartelle pervenute per la riscossione della Tari per l’anno 2017».

L’avvocato Mario Italiano

Gli accertamenti, relativi alla presunta illegittimità, sono stati effettuati dai già citati avvocati Italiano e Lucarelli, dello studio legale Italiano & Partners di Napoli.

«La conformazione della tariffa Tari – spiegano i legali – impone che l’ente pubblico, dunque il Comune, dichiari espressamente, al momento dell’adozione della delibera di adozione della relativa tariffa, i coefficienti da applicare per il calcolo della stessa, unitamente alle cifre del piano economico finanziario per la copertura del servizio onde consentire all’utenza la verifica della corretta applicazione dei coefficienti in rapporto al costo complessivo del servizio in ossequio al principio di trasparenza e partecipazione all’azione amministrativa».

La scoperta dei due
avvocati napoletani

Ma, per quanto concerne la determinazione dell’imposta che si va ad applicare per l’anno 2017, «la delibera (del Consiglio comunale di Napoli) numero 18 del 30 marzo 2017 – annotano gli avvocati – consta di un’omissione dei coefficienti, i quali andrebbero enunciati ed elencati così come previsto dal D.P.R. numero 158 del 1999».

Le conseguenze relative
all’omissione dei coefficienti
per l’anno 2017

Ma quali sono le conseguenze per l’omissione dei coefficienti nella delibera numero 18, del 30 marzo 2017? «Si determina un profilo di illegittimità, tale da suscitare l’impugnabilità di tutte le cartelle Tari pervenute ai contribuenti per suddetto anno solare», spiegano gli avvocati Mario Italiano e Renato Lucarelli.