Matteo Messina Denaro

E’ recluso presso il penitenziario napoletano di Secondigliano, Leo Sutera. I pm di Palermo hanno chiesto per lui la condanna a 20 anni di carcere. Sutera è il presunto capomafia di Sambuca di Sicilia (Agrigento) e considerato uomo di fiducia del latitante Matteo Messina Denaro.

La richiesta è stata avanzata
nel corso del processo in cui l’anziano
boss di 69 anni è imputato per mafia,
assieme a tre persone
accusate di favoreggiamento

Si tratta di Giuseppe Tabone, imprenditore di 53 anni; Maria Salvato, fioraia di 45 anni; Vito Vaccaro, di 57 anni. Il processo si svolge con il rito abbreviato e il pm Francesca Dessì ha chiesto al gip Marcella Ferrara la condanna contestando a Sutera la recidiva mentre per gli altri tre è stata chiesta la condanna a 3 anni e 6 mesi a testa. Il presunto capomafia si trova nel carcere di Secondigliano dallo scorso 29 ottobre, quando investigatori dello Sco e della Squadra mobile di Palermo e Agrigento lo hanno arrestato con una nuova accusa di associazione mafiosa perché, secondo l’accusa, avrebbe voluto fuggire nel timore di un aumento di pena.

L’uomo infatti è tuttora in attesa delle sentenza definitiva (in Appello condannato a 3 anni di carcere) rispetto alle accuse che lo portarono in carcere il 26 giugno 2012, nell’ambito del blitz “Nuova Cupola”. Sutera è da sempre considerato ai vertici dell’associazione mafiosa della provincia siciliana anche in forza dei personali rapporti, più volte documentati con i massimi esponenti di Cosa nostra delle province di Palermo e Trapani. In particolare, Sutera è legato a Messina Denaro da un’antica amicizia e con lui ha intrattenuto, fino a pochi anni fa, contatti attraverso il sistema dei pizzini.