De Luca si vaccina contro il Covid prima del personale sanitario

Il governatore mostra il solito provincialismo e tenta di nascondere il baratro in cui è precipitata la sanità nella nostra regione

di Giancarlo Tommasone

Non ha perso tempo, il governatore Vincenzo De Luca, per dare sfoggio del più classico provincialismo. Poco è bastato, i complimenti di un giornale tedesco, il Welt, che in un articolo ha elogiato la Campania, definendola «la regione più veloce» sul fronte delle vaccinazioni anti Covid. Va detto al numero uno di Palazzo Santa Lucia che se c’è – giustamente – da rallegrarsi per il record ottenuto (in Italia per la somministrazione dell’antidoto), non va certo persa la bussola, né bisogna vantarsi per un dato che appare, agli occhi dell’Europa, straordinario, malgrado i 5 anni di cura De Luca.

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Mediti, dunque, il governatore, sui complimenti  che sono soliti essere dispensati alle «Cenerentole», che ogni tanto riescono a centrare un obiettivo, in maniera del tutto inaspettata. Vogliamo dire: se il record fosse appartenuto ad altre regioni, storicamente simbolo di efficienza nel campo sanitario, l’articolo del Welt, forse, non sarebbe stato neanche redatto, perché si sarebbe scritto di cosa ovvia e di routine. Ma il presidente De Luca si bea e celebra su Facebook: «Ancora una volta, come era già accaduto a marzo, i media internazionali riconoscono il grande valore e l’alto livello di efficienza della sanità campana nella lotta contro il virus».

A questo punto va pure ricordato che, secondo l’Eurostat, la Campania è la regione più povera d’Europa, altro dato che dovrebbe far riflettere sulle condizioni del nostro territorio, sia il governatore che i suoi tifosi. Ma ritornando ai vaccini, cosa c’entra De Luca, se la gente si convince a inoculare l’antidoto? E altra cosa: l’articolo del giornale tedesco promuove la campagna vaccinale, non la sanità campana. C’è una grande differenza, perché sia nella fase concettuale che in quella operativa, il progetto è dell’Asl Napoli 1. I meriti, dunque, eventualmente potrebbe prenderseli il dg Ciro Verdoliva, e non De Luca.

Entrambi, comunque, farebbero bene ad occuparsi di quanto avvenuto appena dieci giorni prima del record, con la maxivoragine che si è aperta nel parcheggio dell’Ospedale del Mare. Informiamo il  governatore: anche quella notizia ha fatto il giro del mondo e certamente non depone a favore dell’immagine della sanità campana. Immagine che tra l’altro, è ulteriormente offuscata dal conflitto di interessi del superconsulente alla sanità, braccio destro di De Luca, Enrico Coscioni, per la questione Ebris. La fondazione – che vede nel Cda proprio il medico salernitano – in passato ha usufruito di fondi erogati dall’Asl di Salerno, e di recente è stata gratificata con l’ammissione a un finanziamento di 300mila euro da parte di Palazzo Santa Lucia (per una ricerca sul Covid).

Vogliamo pure ricordare che la nostra regione è quella degli ospedali allagati, e delle formiche che invadono i letti dei pazienti, o quella che fa i conti con la carenza di medici. A quest’ultima categoria, bisogna sottolinearlo, va dato merito, se un merito c’è, rispetto al record delle vaccinazioni. Sfidiamo un omologo tedesco ad affrontare le vergognose file – nel migliore dei casi, di sei ore – al freddo e alla pioggia per farsi somministrare l’antidoto. Anche questo dà la cifra della disperazione in cui è precipitata la sanità in Campania. Però, De Luca è contento e scrive su Facebook.