Il senatore Vincenzo Presutto e il presidente dell'Adsp Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Interrogazione di 21 parlamentari del M5S relativa alla realizzazione dell’impianto nella zona orientale del porto di Napoli

di Giancarlo Tommasone

E’ lungo e articolato l’iter per realizzare il deposito di Gnl (gas naturale liquefatto), nella zona della Darsena di Levante del porto di Napoli, quadrante orientale della città partenopea abitata da circa 200mila persone. L’ultimo capitolo è stato scritto nei giorni scorsi con una interrogazione a risposta scritta, di 21 parlamentari del M5S (primo firmatario il senatore Vincenzo Presutto), che chiedono ai ministri titolari dei Dicasteri di Mit, Sviluppo economico e Ambiente, di fugare ogni dubbio rispetto alla realizzazione del progetto, sul quale, secondo quanto concludono i grillini «non c’è alcuna approvazione» da parte del Ministero. La storia – che per dovere di cronaca, va qui riassunta – inizia a dicembre del 2017, quando Pietro Spirito, presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centrale, nel corso della conferenza stampa di fine anno annuncia: «Entro il 26 gennaio il porto di Napoli pubblicherà la manifestazione di interesse per la realizzazione di un deposito di bunkeraggio di Gnl nell’area commerciale dello scalo».

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Gli step della vicenda

La manifestazione di interesse, che fa espresso riferimento al codice degli appalti pubblici, viene pubblicata il 26 gennaio 2018, e si chiude il 26 febbraio dello stesso anno. L’adesione alla manifestazione di interesse viene formalizzata da 17 gruppi. La presentazione dell’iniziativa si registra a metà marzo del 2018, in occasione di una riunione indetta dall’Adsp ed aperta a tutti i soggetti che avevano aderito. Cosa succede durante la riunione? Con grande sorpresa di tutti i presenti, le imprese  convenute vengono informate di un progetto del colosso francese Edison, già in avanzata fase di studio, che precedentemente aveva preso contatti con Piazzale Pisacane. Scoppia il caso. Risultato? L’Adsp è costretta a fare retromarcia e attraverso una nota pec inviata il 24 aprile 2018 a tutti i soggetti che avevano manifestato interesse, preannuncia un bando pubblico per il mese di maggio 2018. Che fine ha fatto il bando di gara?

«Trascorsi oltre 2 anni, non è mai stato pubblicato», scrivono i parlamentare del M5S. Con un nuovo colpo di teatro, però, lo scorso primo ottobre, nel corso della conferenza Naples Shipping Week, riemerge Edison che presenta, insieme a Kuwait Petroleum Italia (Q8), il progetto per un deposito costiero nella Darsena Petroli del porto di Napoli. E qui, dopo il doveroso riassunto, ci riallacciamo all’interrogazione dei pentastellati.

L’interrogazione di 21 parlamentari del M5S

«In data 5 novembre 2020 con la delibera n. 231 il presidente dell’Adsp Spirito ha approvato “l’avvio della procedura per il rilascio di una concessione demaniale della durata di 30 anni per la realizzazione e gestione di un deposito costiero Gnl avente capacità di 20.000 metri cubi all’interno del porto di Napoli, ubicato al Molo Vigliena all’interno della Darsena Petroli (…)” e richiamato esplicitamente un “progetto preliminare” che, a suo dire, sarebbe stato approvato con decreto del Ministero dello sviluppo economico (Mise) del 23/6/2020», è possibile leggere nell’interrogazione. Il 9 novembre scorso, poi l’Adsp «ha reso noto l’avviso inoltrato al Comune di Napoli ed alla Capitaneria di Porto per il rilascio della concessione di 30 anni in favore di Edison e Q8 con richiesta di pubblicazione “all’albo pretorio del Comune di Napoli” ed all’albo della Capitaneria di Porto, ex art.18 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione del 1952».

Ma, «dai documenti pubblicati dall’Adsp – argomentano i grillini – è emerso che le società Edison e Q8 il 18 dicembre 2019 avevano chiesto al Mise di acquisire, prima della istanza di autorizzazione, le “opportune indicazioni sulle condizioni necessarie per ottenere, alla sua presentazione, i necessari pareri, intese, concerti, nulla-osta, concessioni” per la realizzazione di un deposito Gnl nel porto di Napoli». Si tratta, dunque, «di una mera consultazione preliminare che non approva alcun progetto diversamente da quanto rappresentato dall’Adsp nella delibera n. 231/2020».

I grillini: il Ministero non
ha dato alcuna autorizzazione

Tradotto, vuol dire che il ministero competente non ha dato alcuna autorizzazione per la realizzazione del deposito di gas naturale liquefatto. Ragion per cui, i 21 parlamentari del Movimento 5 stelle chiedono di sapere, se «i ministri in indirizzo (titolari di Mit, Sviluppo economico e Ambiente) intendano assumere iniziative di competenza per verificare che venga garantito il rispetto: dei principi generali di trasparenza, libera concorrenza e pari opportunità nel procedimento avviato in data 26 gennaio 2017 dall’Adsp del Mar Tirreno centrale; delle misure di sicurezza per la pubblica e privata incolumità determinato dalla contiguità del deposito di Gnl alle navi gasiere e petroliere nella darsena petroli, ricadenti in area Sin del 1999, area già fortemente urbanizzata, ad alto rischio e dichiarata zona rossa dalla Protezione civile; della tutela di risorse pubbliche per la evidente conflittualità ed interferenza tra il previsto deposito di Gnl con gli interventi infrastrutturali già finanziati dall’Ue con fondi Fesr 2014-2020 (collegamenti stradali e ferroviari) e con quelli per la costruzione della Darsena di levante, destinata a terminal contenitori, sulla quale sono già stati investiti oltre 150 milioni di euro di risorse pubbliche».

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