L’allarme del garante regionale, sono già sette i detenuti che si sono tolti la vita nei penitenziari campani nel corso del 2020

Sono già sette dall’inizio del 2020. «Quella dei suicidi nelle carceri in Campania è una strage silente. Ieri, domenica 26 luglio, nel carcere di Salerno Fuorni c’è stata la settima vittima da inizio dell’anno. Si tratta del giovane 25enne Giovanni Cirillo di origini senegalesi, rientrato in carcere da un paio di settimane in seguito alla revoca degli arresti domiciliari». Lo afferma Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Regione Campania. «La vittima – sottolinea – richiedeva con forza il trasferimento in una struttura sanitaria destinata al trattamento di patologie psichiche. Dopo un calo dei suicidi negli istituti penitenziari della regione nel 2019 rispetto all’anno precedente, i dati di questo primo semestre tornano ad essere allarmanti». «Delle 7 persone che hanno deciso di porre fine alla loro vita, in questi primi mesi dell’anno, in Campania, molti sono stati denunciati dai loro familiari per violenze, in molti altri casi di tentativi di suicidio e atti di autolesionismo, ci troviamo di fronte a persone con gravi disturbi della relazione con i propri cari. A mio parere le famiglie, estenuate dalla lotta interna, ricorrono alla “risposta carcere” consegnando una delega in bianco a tale sistema. Né la famiglia né la società possono fornire una risposta all’altezza slegandola da altri interventi che devono essere garantiti fuori dagli istituti penitenziari, e cioè sul territorio». «Il tema della prevenzione dei suicidi non può essere ristretto alla riflessione e alla responsabilità solo di chi si trova a gestire il carcere. Ciò – spiega Ciambriello – è pericoloso perché in seguito a tali estremi gesti siamo portati erroneamente a individuare dei colpevoli a tutti i costi e a ricercare responsabilità che molto spesso sono “allargate”».

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