All’epoca dei fatti uno dei due era inserito in un programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia.

Condannati a 5 anni di reclusione ciascuno. Si è chiuso così il processo in abbreviato (dibattimento a porte chiuse e sconto di un terzo della pena) a carico di due cugini originari del Casertano, il 32enne Antonio Massaro e il 26 enne Francesco Ferrara, accusati di aver violentato nell’estate 2018 una ragazza dopo una serata in discoteca in zona Idroscalo, all’estrema periferia Est di Milano. Lo ha deciso il gup del capoluogo lombardo, Alessandra Simion, accogliendo le richieste del pm Rosaria Stagnaro. Secondo i difensori dei due imputati, che avevano chiesto l’assoluzione dei loro assistiti “perchè il fatto non sussiste”, la donna sarebbe stata consenziente.

La duplice violenza risale alla nottata del 4 agosto di due anni fa. La vittima riferì agli investigatori di essere stata violentata prima in casa e poi una seconda volta in auto. La donna sospettava inoltre di essere stata drogata dai suoi aggressori che, durante lo stupro, avrebbero preteso che un loro amico minorenne riprendesse la scena con il proprio smartphone. All’epoca uno dei due cugini, il 32enne Ferrara, era inserito in un programma di protezione previsto per i collaboratori di giustizia: alcuni suoi parenti facevano parte di un clan camorristico del Casertano.

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