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di Giancarlo Tommasone

Reddito di cittadinanza? Con certe cifre, quaranta euro al mese, non si può definire nemmeno reddito di sopravvivenza. L’importo è reale ed è quello riversato sulla card di una 35enne napoletana. Ben lontano dai 780 euro (di media) promessi durante la campagna elettorale grillina in occasione della tornata del 4 marzo 2018, cavallo di battaglia per andare al governo. «Tormentone» evidentemente servito allo scopo.

Reddito di cittadinanza
di 40 euro al mese,
non si può definire nemmeno
reddito di sopravvivenza

Lei si chiama Valentina Lama, vive in un alloggio popolare di San Giovanni a Teduccio insieme a una figlia piccola e alla madre anziana e da qualche ora ha appreso che la sua richiesta di accedere al reddito di cittadinanza è stata accolta.

Una bella notizia, all’apparenza,
ma che si è trasformata subito
in amarezza, delusione e rabbia

«La mia situazione economica – spiega Valentina a Stylo24è questa: io sono una ragazza madre e ho una bambina di quattro anni. Vivo con mia madre, che ha 69 anni e percepisce una pensione di reversibilità (dopo la morte di mio padre) di 625 euro al mese. Viviamo in un alloggio popolare che non arriva nemmeno a quaranta metri quadrati, in un rione di San Giovanni a Teduccio». «Io – continua Valentina – sono stata licenziata nel 2017, ho percepito la Naspi (il sussidio di disoccupazione) per un anno, fino al 5 dicembre scorso». A quanto ammonta l’Isee (indicatore situazione economica equivalente) annuo del nucleo di Valentina? «A 5.900 euro – risponde – Non abbiamo beni immobiliari, finanziari. In banca al momento ho circa 3 euro».

La testimonianza
di Valentina
che vive
insieme
alla figlia di 4 anni
e alla madre,
con una pensione
di reversibilità
di 625 euro al mese

E poi racconta della «bella notizia» ricevuta. «Ieri mi è arrivata la notizia che la mia richiesta per percepire il reddito di cittadinanza era stata accolta. E che il 24 aprile prossimo posso recarmi allo sportello della Posta per ritirare la card. Ero contenta, ma la felicità è durata poco: sono entrata sul sito dell’Inps e mi sono resa conto che ho diritto a 40 euro al mese. A tanto ammonta il corrispettivo del reddito di cittadinanza per quanto riguarda la mia famiglia». «Stamattina ho chiamato l’Inps per chiedere se ci fosse stato un errore. Mi hanno detto che siccome percepiamo la pensione di reversibilità di mia madre, vale a dire poco più di 600 euro, noi riusciamo a campare tranquillamente con l’aggiunta dei 40 euro del reddito», spiega la 35enne. «La cosa che mi fa rabbia è che ci hanno preso in giro, tramite la propaganda fasulla che ha fatto il Movimento 5 Stelle. Perché non sono stati per niente chiari con le locandine che hanno affisso in tutt’Italia tra Caf e Poste italiane, in cui dicevano che se avevi un Isee inferiore ai 9.600 euro potevi accedere al reddito. Che nel mio caso, vista la composizione del mio nucleo familiare (due adulti e un bambino), doveva attestarsi su circa 700 euro al mese. Perché non hanno precisato – si chiede Valentina – che il reddito doveva essere pari a zero?». Bella domanda. «Succede che poi la ‘sorpresa’, me l’hanno fatta avere sul sito dell’Inps. E tra l’altro per 40 euro al mese, pretendono anche che si debbano compiere 8 ore settimanali di lavori socialmente utili? Ma stiamo scherzando?».

L’obbligo di svolgere 32 euro al mese
di lavori socialmente utili
In termini di «retribuzione»
fanno 1,25 euro all’ora

Facendo un po’ di conti si tratta di 32 ore mensili, che verrebbero «retribuite» con 40 euro: vale a dire 1 euro e 25 centesimi. Proprio così. Parliamo di cifre da Quarto mondo, che passano di gran lunga, il più evidente e grave caso di sfruttamento del lavoro.

Valentina Lama si sente giustamente presa in giro e allora esterna le sue rimostranze. «Sto scrivendo da stamattina sulla pagina ufficiale di Luigi Di Maio, che si definisce il ministro del popolo. E allora, al ministro del popolo, io chiedo, da cittadina italiana, di avere delle risposte da lui. E’ un mio diritto», dichiara Valentina. «Io – continua –, mia figlia, riesco a non farle mancare niente, nonostante non riceva nemmeno l’assegno di sostentamento dal padre della piccola, ma, ribadisco, mi sento presa in giro e pretendo spiegazioni». «Per il momento, per fugare ogni dubbio su un possibile errore di calcolo relativo all’importo mensile accreditato sulla card, secondo quanto pure mi ha detto di fare l’Inps, inoltrerò ricorso tramite il Caf in cui ho presentato la domanda», afferma la 35enne, che poi conclude: «Siamo gente perbene, che rispetta la legge, non imbrogliamo né cerchiamo di farlo, non lavoriamo in nero, a questo punto devo dire che sono loro, quelli del M5S che non rispettano le regole e non mantengono le promesse. Altro che onestà. E’ questa la loro tanto decantata onesta? La loro trasparenza? Allora fa bene chi dichiara reddito zero e poi nei fatti ha delle proprietà, lavora in nero, e riesce comunque a fregargli i soldi, accedendo al reddito».

Il caso di Valentina
non è isolato:
numerose le lamentela
giunte all’Inps

Il caso di Valentina non sarebbe isolato, basta andare a vedere qualche gruppo Facebook dedicato al reddito di cittadinanza o visitare la pagina dell’Inps dedicata al rdc. Diversi sono i commenti di persone che si lamentano di prossimi accrediti mensili che definiscono «ridicoli» e «offensivi». Stando così le cose, risulta aver letto bene la situazione, il politologo Aldo Giannuli, ex consigliere di Grillo e Casaleggio senior, che a una domanda sul sussidio pentastellato, così rispose a Stylo24: «Il problema è che più passa il tempo, più ci mettono dentro clausole che escludono, che riducono, che rinviano. Sicuramente faranno una cosa: manderanno il ‘bancomat’ vuoto, entro aprile».

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