Il sindaco de Magistris e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis

di Giancarlo Tommasone

Il biglietto omaggio per lo stadio San Paolo «è un titolo onorifico, un attestato di appartenenza ad una razza superiore. (…) Quando un napoletano vi dice: “Io alla partita non ho mai pagato” è come se vi dicesse che so io: “I miei antenati sono stati alle Crociate”. Insomma, in altre parole, se uno a Napoli è costretto a pagare il biglietto significa che è un fallito, che non conosce proprio nessuno e che non conta proprio niente».

Il passo è tratto
dal fortunatissimo romanzo
di Luciano De Crescenzo,
«Così parlò Bellavista»
(Mondadori, 1977).
La fantasia
dello scrittore
mai come
in casi del genere
può essere
superata
dalla realtà

Effettivamente la corsa al biglietto omaggio per assistere alle partite del Napoli da sempre rappresenta una questione di importanza «fondamentale» e si snoda attraverso una lunga serie di episodi e di casi scoppiati durante le varie stagioni azzurre. L’ultimo, in ordine di tempo, quello relativo al fatto che, in virtù della mancata sigla della proroga della convenzione tra Ssc Napoli e Palazzo San Giacomo, non ci saranno biglietti omaggio per consiglieri comunali e assessori.

Niente biglietti omaggio per consiglieri
e assessori del Comune di Napoli

I diretti interessati sono stati avvisati nelle scorse ore, attraverso una mail del capo di Gabinetto, Attilio Auricchio. In attesa di «accordi specifici con la Ssc Napoli non saranno disponibili i tagliandi per Napoli-Milan», è scritto nella missiva. Ma tralasciando l’ultimo avvenimento, frutto del rapporto sempre più logoro tra società azzurra e Comune (si tratta comunque di una convenzione, è bene ribadirlo), bisogna sottolineare il fatto che l’appeal verso l’ingresso gratuito in Tribuna Autorità è molto forte e da sempre riguarda, oltre ai semplici tifosi partenopei, numerosi politici, magistrati, alti dirigenti e ufficiali delle forze dell’ordine, e una serie di vip (che non ce ne vogliano, definiremo) «straccioni».

L’inchiesta della Procura partenopea del 2012

Un vero e proprio «universo» dietro l’elargizione di tagliandi omaggio, sul quale nell’autunno del 2012 squarciò un velo Alessandro Formisano (head of operation, sales & marketing della Ssc Napoli). Formisano fu ascoltato come testimone nell’ambito di un’inchiesta della Procura partenopea (va sottolineato il fatto che i dirigenti della società azzurra non furono coinvolti nelle indagini), effettuata sul presunto utilizzo fraudolento di alcuni biglietti. Dalle dichiarazioni rese da Formisano venne fuori un quadro alquanto «singolare».

Alessandro Formisano

«Per ogni incontro – dichiarò Formisano – riceviamo da Questura, Comando Carabinieri e Guardia di Finanza, Prefettura, Procura della Repubblica, Procura militare e parlamentari richieste di accrediti per circa 150/200 ingressi. Riceviamo dalle predette istituzioni elenchi nominativi dei beneficiari che nei limiti del possibile si cerca di soddisfare. Di regola le collocazioni sono tra Tribuna d’Onore e Tribuna Autorità». I tagliandi, di cui parla Formisano, naturalmente si aggiungono ai circa 200 posti riservati a sindaco, consiglieri e assessori, in base alla suddetta convenzione tra società e Palazzo San Giacomo (quella per intenderci, che non è stata rinnovata).

Gli omaggi, dunque, fanno gola a tutti, soprattutto ai «potenti» e ai vip,
che pur avendo disponibilità economica
per accedere al San Paolo,
non lesinano richieste per assistere gratuitamente alle partite degli azzurri
da postazioni «privilegiate», ben diverse
da curve e distinti

Tornando invece agli accrediti appannaggio di Palazzo San Giacomo, non dimentichiamo il caso del tagliando falsificato da un amico del consigliere comunale Vincenzo Solombrino. L’episodio riportato in esclusiva da Stylo24 ha a che fare con in match dello scorso campionato, Napoli-Bologna (28 gennaio 2018).

Il consigliere comunale Vincenzo Solombrino

Il tagliando «pezzotto»

Il tagliando di Tribuna Autorità fu ceduto da Solombrino a un suo amico, che pensò bene di taroccarlo (in maniera del tutto approssimativa e fallimentare), cambiando nome, cognome e data di nascita sul titolo di ingresso originale. Il tentativo dell’aspirante spettatore vip fu però scoperto da uno steward in servizio al varco. L’addetto si accorse del «pezzotto», dopo un veloce controllo il «furbetto» fu denunciato e gli fu comminata una multa di 400 euro.