(Nelle foto Luigi Bitono e il ras detenuto Massimiliano Esposito)

Venti di faida tra Cavalleggeri d’Aosta e Bagnoli dopo il recente ritorno in libertà di «Provolino»: sullo sfondo la clamorosa rottura dell’asse con gli Esposito-Nappi

di Luigi Nicolosi

Un ras da poco tornato a piede libero è pronto ad assumere il controllo degli affari criminali a Napoli Ovest. Dopo la recente cattura degli ultimi padrini dei gruppi Giannelli, D’Ausilio ed Esposito-Nappi, i fari delle forze dell’ordine si stanno orientando con sempre maggiore insistenza sugli ultimi movimenti di Luigi Bitonto, alias “provolino”, che dopo aver saldato di recente il proprio debito con la giustizia avrebbe organizzato una propria paranza di fedelissimi pronti a spalleggiarlo nella conquista della zona di Cavalleggeri d’Aosta e Bagnoli. I suoi movimenti non sono però passati inosservati e la reazione non si sarebbe fatta attendere: i colpi di fucile esplosi sabato notte in via Giacinto De Sivo sarebbero stati infatti un avvertimento rivolto proprio nei suoi confronti. Gli accertamenti sul caso sono comunque ancora in corso e la “firma” del raid è al momento tutta da inquadrare.

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Quello di Bitonto è del resto da tempo un volto più che noto agli archivi delle forze dell’ordine. “Provolino” negli anni è infatti transitato in tutti i principali clan del quartiere: dai D’Ausilio ai Giannelli, per finire agli Esposito-Nappi. Proprio con il ras Massimiliano “’o scognato”, oggi detenuto, Bitonto aveva pochi anni fa stretto un patto di ferro: dopo la rottura tra il gruppo di via Di Niso e i Quotidiano di Coroglio, Bitonto sarebbe stato però messo alla porta. I motivi del suo allontanamento sono ancora oggetto di indagine, ma gli investigatori che monitorano la mala flegrea sospettano che il ras “provolino”, dopo le recentissime retate eseguite nel quartiere, si stia dando molto da fare per scalzare i reduci dei gruppi ormai diventati avversi.

Certo, la crisi economica innescata dalla pandemia covid non aiuta, ma la zona di Cavalleggeri, dove Bitonto si è trasferito dopo aver vissuto per qualche tempo a Pozzuoli, continua a essere piuttosto prolifica sotto il profilo dello spaccio di stupefacenti. Nella zona sono infatti attive almeno due importanti piazze, gestite da altrettanti noti capizona che opererebbero da battitori liberi, dunque senza avere un’affiliazione diretta ai clan del quartiere: i pusher verserebbero però una corposa tangente al boss che di volta in volta balza al comando e proprio il controllo di quest’affare sarebbe alla base delle ultimissime fibrillazioni avvenute nel quartiere, compresa la sparatoria di poche notti fa. Le indagini sul raid, affidate ai carabinieri, sono appena partite e gli investigatori dell’Arma stanno concentrando i propri sospetti su alcuni giovani ras con base nel confinante quartiere Bagnoli. Non è quindi da escludere che da qui a breve arrivi una prima svolta investigativa.

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