Stese di camorra, sempre più episodi in città
Non si fermano le stese di camorra a Napoli (foto di repertorio)

La circostanza emerge dalla stessa intercettazione telefonica che «inchioda» il ras Ciro Contini

All’appello manca ancora un uomo, avrebbe partecipato, non si sa a che titolo, insieme ad altri cinque soggetti, alla spedizione armata, di cui rispondono e nelle scorse ore sono stati condannati, in secondo grado, Ciro Contini ’o nirone, Vincenzo De Vivo, Michele Di Mauro, Stefano Mattarello e Giuseppe Sarnataro. Il raid fu portato a termine dal clan Contini nel quartiere di Poggioreale, il 16 ottobre del 2018. A finire nel mirino, i rivali, il clan Mazzarella, attaccato con una stesa, all’interno della loro roccaforte, il Rione Luzzatti.

La circostanza relativa alla presenza del sesto uomo è emersa da una intercettazione telefonica che intercorre tra Giuseppe Sarnataro e Stefano Mattarello, rispettivamente zio e nipote. Mattarello è in carcere e parla con Sarnataro, i due discutono degli scooter utilizzati dal commando dei Contini. Dal dialogo captato si evince anche il coinvolgimento di Ciro Contini. Mattarello racconta allo zio, che Contini – per portare a termine il raid del 16 ottobre 2018 – gli avrebbe chiesto in prestito il motorino, ma l’uomo, intuendo che il «mezzo» (intestato, tra l’altro alla sua fidanzata) sarebbe stato utilizzato per «fare una tarantella» (nel caso il raid armato contro i Mazzarella), non glielo fornì. Il retroscena è stato riportato dal quotidiano Il Roma.

ad
Riproduzione Riservata