Stefano Cucchi

“Non fu uno schiaffo, ma un pestaggio degno di teppisti da stadio contro una persona fragile e sottopeso. Di questo stiamo parlando, non di altro”. Lo ha detto il pm Giovanni Musarò, nella sua requisitoria al processo sulla morte di Stefano Cucchi, che vede tre carabinieri indagati per omicidio preterintenzionale. “Ci furono due battibecchi con D’Alessandro. Dopo un calcio e uno spintone Cucchi cade e sbatte a terra il sedere e la nuca, prende un calcio violentissimo in faccia o alla nuca che gli provoca una frattura alla base del cranio”, ha aggiunto Musarò descrivendo il presunto pestaggio.

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“Le lesioni più gravi sono state prodotte dalla caduta di Cucchi, dopo un violentissimo pestaggio”, ha sottolineato il Procuratore. “Quella caduta – spiega Musarò – è costata la vita a Stefano Cucchi, si è fratturato due vertebre. Lui stesso, a chi gli chiese cosa fosse successo, disse: ‘Sono caduto'”.

 

“In questo processo l’unico che ci ha messo la faccia e’ stato il carabiniere Francesco Tedesco. Nessuno si e’ presentato per rendere dichiarazioni spontanee”, ha evidenziato il pm Giovanni Musaro’ nel corso della requisitoria, parlando del militare dell’Arma che, accusato con altri due di omicidio preterintenzionale, ha ammesso il pestaggio in caserma al quale aveva assistito chiamando in causa i due coimputati. “La dichiarazione di Tedesco – ha aggiunto il pm – non costituisce uno snodo fondamentale dal punto di vista probatorio perche’ quello che lui ha detto durante le indagini preliminari a partire dal giugno 2018 e in aula, davanti alla corte d’assise, era gia’ stato ricostruito dalla procura. Ma ha una valenza simbolica significativa perche’ rappresenta la caduta del muro. Noi dimostreremo che sul caso Cucchi esisteva una linea dell’Arma, ma quando Tedesco ce lo ha detto per la prima volta l’indagine sui depistaggi non era ancora iniziata”.

Ilaria Cucchi: immagino mio fratello felice per le parole del pm

“Mi piacerebbe tanto che Stefano potesse aver sentito le parole del pm Musaro’. Penso che oggi sarebbe felice. Oggi abbiamo fatto un grande passo avanti”. Lo ha detto Ilaria Cucchi, sorella della vittima, al termine dell’udienza in corte d’assise dedicata alla requisitoria (che sara’ completata il 3 ottobre prossimo) del pm Giovanni Musaro’ nei confronti di cinque carabinieri, accusati a vario titolo di omicidio preterintenzionale, falso e calunnia.

 

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