Stefano Cucchi

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Verificare il significato delle frasi contenute nelle nuove intercettazioni sulla vicenda Cucchi (“bisogna avere spirito di corpo”) e migliorare la trasparenza su ogni intervento dell’Arma. Il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri, resta prudente sui nuovi sviluppi emersi nelle indagini sulla morte del giovane detenuto romano, ma annuncia anche nuove misure che garantiranno maggiore monitoraggio del personale. E – rivolgendosi agli allievi della scuola ufficiali – chiede di assicurare il rispetto della dignita’ di tutte le persone, specie di “quelle sottoposte alla custodia dell’Arma”.

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Il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri

Due giorni fa sono emerse nuove intercettazioni nell’indagine su Cucchi, aprendo nuovi interrogativi sulle ipotesi di depistaggio. “Bisogna avere spirito di corpo, se c’e’ qualche collega in difficolta’ lo dobbiamo aiutare” avrebbe riferito al telefono un carabiniere al suo collega parlando della vicenda Cucchi, riportando – secondo quanto avrebbe detto – le parole del comandante del Gruppo Napoli, Vincenzo Pascale. Ieri e’ arrivato il commento di Nistri su quella frase. Secondo il comandante generale, quanto emerso “dovra’ essere valutato compiutamente dall’autorita’ giudiziaria. E quando lo avra’ fatto, verificheremo i significati da dare” ad espressioni come ‘spirito di corpo’, “quando il quadro sara’ chiaro faremo quello che dovremo fare. Non ho mai parlato di mele marce ma di persone che vengono meno al loro dovere e il venire meno al dovere va accertato”.

 

Ma aldila’ dei provvedimenti sugli ultimi sviluppi del caso Cucchi, Nistri ha espresso delle riflessioni anche nel suo discorso all’inaugurazione del nuovo anno accademico della scuola ufficiali a Roma. “Chiunque indossi questa uniforme porta il peso della responsabilita’. La vostra, in quanto comandanti, e’ la piu’ alta. Sarete chiamati a intercettare disagi e bisogni, a garantire la libera fruizione dei diritti di ognuno, ad assicurare il rispetto della dignita’ di tutte le persone, specie di quelle in condizioni di fragilita’ e sottoposte alla nostra custodia, affinche’ l’affermazione della legalita’ sia sempre scevra da gratuita violenza e proterva angheria, come la Costituzione ci impone”, ha detto rivolgendosi agli allievi. Nistri, che nel suo intervento non ha fatto esplicito riferimento al caso Cucchi, ha poi aggiunto: “Noi Carabinieri dobbiamo essere i primi a giudicare, con rigore e senza tentennamenti, chi di noi si allontani dalla via del dovere”.

E in cantiere ci sono ora nuove soluzioni tecniche che garantirebbero maggiore trasparenza nell’interesse di tutti, come l’impiego di ‘body cam’ per i carabinieri, microtelecamere portatili da indossare. Ad annunciarlo e’ stato lo stesso comandante generale, spiegando che l’obiettivo e’ “documentare ogni fase degli interventi, consentendone l’oggettiva ricostruzione. Credo sia un miglioramento – conclude Nistri –, sia per la trasparenza complessiva, sia per gli accertamenti dell’Autorita’ giudiziaria. Certamente da un lato il personale si trovera’ maggiormente monitorato e dall’altro, soprattutto, maggiormente tranquillo nell’operare”. Sul fronte delle indagini sulla vicenda Cucchi, il legale della famiglia ha annunciato che ci sarebbero “manomissioni e nuovi risvolti anche sulla documentazione che era stata fornita in ambito medico legale dopo la tac eseguita sul corpo di Stefano”. Anomalie che emergerebbero dopo l’analisi comparata delle immagini radiografiche e delle Tac eseguita attraverso il presidente della societa’ italiana di radiologia, Carlo Masciocchi, che verra’ sentito dalla Procura di Roma nei prossimi giorni.

 

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