Gianpiero Falco, delegato Confapi Campania allo sviluppo regionale

di Gianpiero Falco *

Per continuare il nostro dibattito, questa settimana vorremmo realizzare una facile analisi, circa l’ipocrisia della Politica in genere sullo stato attuale di irreversibilità della situazione economica del Nostro Mezzogiorno. E si badi bene che tale analisi si colloca perfettamente allo stato in cui versa la nostra regione, che è quella, unitamente alla Puglia, messa addirittura meglio in termini di indicatori economici rappresentativi. Continuando, quindi, a voler indicare una strada per l’inversione di tendenza di tale stato comatoso, come stiamo facendo negli articoli pubblicati su questo giornale, non possiamo non analizzare quello che da tempo auspichiamo e cioè la ripresa degli investimenti che come è notorio sono il motore dell’economia, ma rispetto ai quali se si guarda alla effettiva incidenza degli ultimi anni, vediamo come l’impatto sulla nostra economia è diventato sempre più basso.

Questo perché l’imbarbarimento della giungla burocratica dettata dalla Comunità Europea, all’indomani di ‘’Mani Pulite’’, continua a fare molti danni alle potenzialità di sviluppo dei nostri territori. Noi facciamo, per primi, riferimento al danno della Legge Bassanini che ha deresponsabilizzato la politica introducendo una piena responsabilità per la classe dirigente degli Enti locali nella esecuzione delle scelte che vengono effettuate dalla P.A.
Realizzando, in questo modo un fermo o, al meglio, un rallentamento della realizzazione delle opere deliberate come volontà della P.A., per l’appunto.

E questo per due ordini di motivi:
1) Il principio della responsabilità dell’atto amministrativo, data principalmente al funzionario, incide su eventuali danni richiedibili dalla Corte dei Conti per scelte dello stesso non ritenute adeguate;
2) Strumentalità del funzionario che assume la funzione di Dirigente per chiamata nominativa del Sindaco, il quale può, secondo quanto previsto dalla legge, assumere per l’appunto, il ruolo di dirigente senza fare concorso. In questo caso si è addirittura raggiunto ‘’il grande obiettivo di deresponsabilizzare la politica che utilizza un funzionario per i propri scopi; non rischiando quindi nulla, per la gestione delle proprie scelte, dato che assicurando una funzione apicale al funzionario senza concors , la stessa detiene un peso contrattuale, sicuramente assoluto, verso questi dirigenti nominati. Una vera ‘’furbata’’ che mette alla berlina dell’efficienza qualsiasi analisi ed esecuzione di opera pubblica da realizzare. Ma come si può?

Si sono allungati i tempi di realizzazione degli investimenti in maniera esponenziale e/o si è aperta la porta per quegli investimenti che la politica infiltrata, soprattutto dalle nostre parti, vuole realizzare per compiacere le associazioni malavitose. In questo modo si è creata anche una barriera all’entrata dei finanziamenti europei che per essere spesi devono essere soggetti ad una osservazione efficace dei funzionari i quali oltre alla dilatazione dei tempi delle proprie scelte per i motivi summenzionati, non hanno le competenze per fare accedere, a tali Bandi, l’Amministrazione da loro rappresentata.
Mancano , quindi, gli investimenti privati del PPA (partenariato pubblico privato), per la dilatazione dei tempi per effetto della inefficienza amministrativa e gli investimenti per effetto di impossibilità di accesso ai fondi Europei.

Rimangono, quindi, solo gli investimenti gestiti direttamente dai Ministeri per i fondi Nazionali che sono in netta diminuzione come disponibilità. Che vergogna! Né possiamo sostenere ottimale il risultato ottenuto dal Presidente de Luca, che pure ha recuperato soldi che prima venivano persi, ribaltando le risorse non utilizzate per le misure medie di finanziamento non utilizzate, in misure per infrastrutture Regionali. Si perdono infatti, in questo modo, possibilità di sviluppo diretto e diffuso delle piccole e medie comunità. E Questo vuole dire che la delega del periodo post dipietrista , avvenuta con la legge Bassanini, almeno per noi del Sud non va. Quindi ci vuole una centralizzazione delle scelte che noi, ripetiamo, vediamo come risolvibili come sistema straordinario di intervento con una Agenzia specifica.

Cosa fare in attesa di ciò? Bene, come ha affermato l’ex ministro Calenda nella ultima trasmissione di Martedi su La 7, qui, in Italia, si parla di massimi sistemi e non si pensa alla gestione delle cose quotidiane. Vogliamo evitare il deperimento di tutto il patrimonio immobiliare delle nostre Città? Se è vero che la maggioranza della costruzioni delle abitazioni del dopoguerra è avvenuto negli anni sessanta e il cemento armato ha una durata di cinquanta anni, perché non investire in sicurezza e obbligare, come già sostenemmo, il patentino del fabbricato e far ripartire le professioni e l’edilizia. Bisogna investire in sicurezza, un settore dove ci sarà sicuramente il contributo dei privati che ben volentieri investirebbero nella loro sicurezza. Si indirizzerebbero miliardi in un settore che ha il maggior effetto moltiplicativo per la ripresa del reddito disponibile.

Ma è così difficile prendere queste decisioni che dovrebbero fare parte di una politica semplice ed avveduta. Di una politica con La ‘P’ maiuscola che purtroppo oggi non esiste più. L’eccessivo peso degli idioti, via social che parlano anche senza sapere ciò che dicono , ha fatto si che i comici siano al governo. Servono invece, risposte serie da persone serie e soprattutto riconoscibili per il loro curriculum e non per la loro esposizione mediatica. Nani (culturali) e Ballerine eccedono infatti in questo mondo. Noi imprenditori, siamo in attesa di proposte politiche che possano essere condivise.
Speriamo…

Gianpiero Falco
delegato allo Sviluppo Regionale di Confapi Campania.