Pino De Stasio (foto di Ferdinando Kaiser tratta dal profilo Facebook di Pino De Stasio)

Il caso sollevato dalla nostra testata

di Giancarlo Tommasone

Il consigliere della II Municipalità, Pino De Stasio (gruppo misto) è stato il primo a intervenire, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, sul caso sollevato da Stylo24, e riguardante la giovane staffista licenziata.

La donna, faceva parte del pool dell’assessore Alessandra Clemente, ma a distanza di qualche mese dalla conclusione del periodo di maternità, dopo essere tornata al lavoro a Palazzo San Giacomo, è stata sollevata dall’incarico.

La vicenda / Staffista torna dalla maternità
e trova la lettera di licenziamento

Il consigliere municipale, lo scorso 30 dicembre, ha scritto: leggo che una staffista dell’assessora Alessandra Clemente, tornata da un periodo di maternità, giusto decreto legislativo 151/2001 dello Stato italiano, è stata licenziata. Mi piacerebbe comprendere il  motivo, atteso che nutro fiducia e stima nell’assessora Clemente.

La nostra testata ha intervistato De Stasio, per raccogliere le sue considerazioni e per chiedergli se sia riuscito ad avere chiarimenti in merito alla questione, da parte della componente della Giunta de Magistris.

Consigliere, ha ricevuto i chiarimenti che aspettava?
«Al momento, no. Attendo ancora che sul punto, intervengano, direttamente, sia l’assessora Clemente, che, magari, la staffista in questione».

Cosa l’ha spinta a prendere subito posizione rispetto all’accaduto?
«Come delegato alle Pari opportunità della II Municipalità, mi sono sentito, dal punto di vista etico-morale, in diritto e in dovere, di chiedere chiarezza rispetto a quello che è successo, non solo per il licenziamento della giovane neomamma, ma anche per la questione dei licenziamenti degli staffisti Giuseppe Sbrescia e Sergio Barca».

L'assessore comunale Alessandra Clemente
L’assessore del Comune di Napoli, Alessandra Clemente

Secondo lei, come sono maturati questi allontanamenti?
«Lo ribadisco, attendo anche io di comprenderne i  motivi. Posso dire che è del tutto evidente, come l’amministrazione comunale e le stesse Municipalità stiano attraversando una fase politica di crisi. Che dall’amministrazione centrale si riverbera anche sui parlamentini napoletani».

Come sono i rapporti tra le Municipalità e Palazzo San Giacomo?
«Negli ultimi anni assistiamo all’impossibilità da parte delle Municipalità di poter esercitare un ruolo compiuto. E quindi ci troviamo in una fase in cui constatiamo la separazione, la rottura tra la rappresentanza di base, che è quella dei parlamentini (nel territorio di competenza rappresentiamo oltre 100mila cittadini), e i vertici dell’amministrazione centrale, che spesso e volentieri, purtroppo, non danno la possibilità alle Municipalità stesse di esprimere progetti, sollecitazioni, e tanto altro».

E i suoi rapporti con i vertici di Piazza Municipio?
«Io, da anni non frequento Palazzo San Giacomo, non sono mai andato negli uffici degli assessori, fatta eccezione per una sola volta, negli ultimi quattro anni e mezzo, proprio perché ritengo che il nostro ruolo sia fondamentale e importantissimo (nel solco del modello romano dei Municipi) per dar forza ai cittadini e alle proposte che vengono da loro».