Il sindaco con Aurelio De Laurentiis

Torna a farsi sentire, stavolta su Facebook, l’ex assessora comunale allo Sport Pina Tommasielli. E lo fa commentando la notizia dei 2,4 milioni di euro che il Comune di Napoli ha inserito in bilancio per pagare al Calcio Napoli i lavori per l’installazione dei tornelli allo stadio San Paolo.
«Ritorna il tormentone – scrive l’ex esponente di Italia dei Valori – dei soldi che il club vanterebbe come credito dall’Amministrazione comunale per i famosi tornelli della legge Pisanu (che ordinava il montaggio dei dispositivi nell’ambito di una più estesa normativa in materia di sicurezza degli impianti, ndr). È bene chiarire che sia per i dirigenti del Comune che per un parere acquisito, all’epoca, dalla Corte dei Conti, il Comune non è autorizzato a liquidare quella cifra».

L'ex assessora comunale Pina Tommasielli e il sindaco Luigi de Magistris
L’ex assessora comunale Pina Tommasielli e il sindaco Luigi de Magistris

Secondo l’ex assessora, costretta alle dimissioni dopo il suo coinvolgimento in un’indagine della Procura di Napoli, per la presunta cancellazione di verbali della polizia municipale a favore di un parente, Palazzo San Giacomo non deve nulla in quanto «i lavori non furono fatti seguendo le regole sui pubblici appalti, regole a cui anche il privato, qualora investa sul patrimonio pubblico, è tenuto ad attenersi».

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De Laurentiis lo ha fatto? No. Quindi, non gli sono dovuti i due milioni e quattrocentomila euro.

«Nelle altre grandi città gli stadi pubblici gestiti dai club sono fonte di reddito per le Amministrazioni, qui il San paolo rappresenta un costo sulle spalle di una città che non riesce a mandare a scuola i propri disabili. Si faccia chiarezza davanti ad una città in ginocchio! Di quale transazione si parla? I rivoluzionari arancioni da che parte stanno? Quali interessi tutelano? Noi, dal canto nostro, siamo sempre dalla stessa parte e non esistono “né dotti né sapienti, né medici né tribunali” in grado di tapparci la bocca».

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