Dopo trenta giornate il Napoli è secondo ad un punto dal Milan. Con i due punti a tavolino riesce l’aggancio ai rossoneri in testa alla classifica.

di Stefano Esposito

Mancano cinque partite alla fine del campionato.
Il Napoli, in piena lotta per il tricolore col Milan di Sacchi e degli olandesi Gullit, Van Basten e Rijkaard, è bloccato sullo 0-0 sul campo dell’Atalanta. I rossoneri, che in classifica precedono di un punto gli Azzurri, sono fermi sul medesimo punteggio in casa del Bologna.
Siamo alla mezz’ora della ripresa, quando una monetina dagli spalti colpisce in testa Alemao.
Il giocatore azzurro va giù. Carmando, prontamente intervenuto per soccorrerlo, lo invita a restare a terra per potergli apprestare le cure del caso (“buttati a terra” è il suggerimento dello stesso Carmando al brasiliano).
Il calciatore fu poi sostituito da Gianfranco Zola. L’episodio porta il giudice sportivo ad assegnare al Napoli la vittoria a tavolino, scatenando roventi polemiche sollevate dai dirigenti del Milan.
Anche a Bologna non mancano le polemiche poichè a pochi minuti dalla fine del match un tiro di Lorenzo Marronaro colpisce Filippo Galli e Pazzagli pasticcia: il portiere involontariamente porta la sfera di poco oltre la linea, prima di fermarla. Ma nel groviglio generale l’arbitro Tullio Lanese non si accorge che la palla è entrata. Con i due punti a tavolino gli azzurri agganciano il Milan in testa alla classifica. “Aggancio con la monetina”, titola “Il Mattino” il giorno dopo la partita. Le due squadre restano appaiate anche la domenica successiva.

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Sedicesima giornata, il Milan cade nella “Fatal Verona“.
Il Napoli, vittorioso a Bologna, allunga sui rossoneri, confermandosi, la settimana successiva, Campione d’Italia per la seconda volta , il 29 aprile, con la vittoria interna sulla Lazio grazie ad una rete di Baroni nei primi minuti di gioco.