L’aperitivo in terrazza organizzato presso la sede del laboratorio occupato di Via Vecchia San Rocco

Spesso, i compagni del laboratorio occupato Insurgencia, sono stati attaccati per la scarsezza delle attività sociali e di lotta al sistema, intraprese, in particolare per quelle che avrebbero dovuto tenersi presso la sede di Via Vecchia San Rocco. Perfino la consigliera comunale ex deMa, Laura Bismuto, si era scagliata contro gli antagonisti, chiedendo la «liberazione» dello spazio occupato, e la restituzione dello stesso ai cittadini partenopei.

Ma nei giorni scorsi la bandiera della «rivoluzione Spritz» è tornata a sventolare sulla struttura di Capodimonte. In quale occasione? La raccolta fondi per sostenere le spese legali, che dovranno affrontare i tre compagni coinvolti nei fatti di Piazza Bellini (avvenuti lo scorso 14 giugno).

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L’evento svoltosi venerdì, 26 giugno, è stato lanciato sulle pagine social di attivisti e di Mezzocannone Occupato («partnership» di Insurgencia). «Stasera aperitivo sul terrazzo del Laboratorio Insurgencia per sostenere le spese legali per i fatti di Piazza Bellini. Quanto accaduto nelle scorse settimane, sarà oggetto di un processo tanto ingiusto quanto costoso. Vi invitiamo a darci una mano per le spese che dovremmo affrontare per difendere la libertà di Diego (Marmora), Pietro (Spaccaforno) e Fabiano (Langella)», recita il comunicato. I tre attivisti sono sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con l’ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Insurgencia ha incassato anche
la solidarietà dell’Ex Opg di Materdei, ma…

Restando su quanto accaduto in Piazza Bellini, va sottolineato che agli antagonisti (o pseudo tali) di Insurgencia hanno espresso solidarietà pure i compagni dell’Ex Opg occupato. Anche se, nel post pubblicato il 15 giugno, i compagni di Materdei non fanno alcun riferimento a Insurgencia, ma parlano di attivisti di Mezzocannone Occupato, cercando così di salvare la «forma», visti i rapporti non sempre idilliaci con gli «insurgenti».

A proposito del centro sociale Je so’ pazzo, non dimentichiamo poi, che il 22 giugno scorso, la struttura che in passato ospitava l’ospedale psichiatrico giudiziario, è stata acquisita a patrimonio del Comune di Napoli. Particolare da non trascurare il fatto che a Palazzo San Giacomo, Insurgencia esprima anche un assessore, la pasionaria Eleonora De Majo.

Quando si tratta di «occupazione» di spazi pubblici, in fondo, da entrambe le parti, è sempre meglio cercare di fare la pace, e di chiudere un occhio, o tutti e due, stando però attenti a salvare le apparenze.