di Giancarlo Tommasone

Tra un tweet di congratulazioni al Liverpool per la rimonta contro il Barcellona, che ci sta tutto dal punto di vista dello stile, alla celebrazione di una stagione fallimentare, che però deve essere salvata a tutti i costi. E’ il modus seguito dalla macchina del cinguettio partenopeo, o sarebbe meglio dire dello starnazzar dell’anatra (zoppa) azzurra.

La Società sportiva calcio Napoli attraverso il suo account Twitter ufficiale continua a incensarsi senza fare un passo indietro, senza la minima autocritica. Abbiamo capito, l’obiettivo da perseguire resta esclusivamente quello dei conti a posto, lo scudetto è quello dei bilanci in ordine, e allora si parli solo di questo, senza intervenire con malcelato orgoglio, su classifiche e piazzamenti acquisiti.

Perché fa rabbia, ma soprattutto ridere, un messaggio come quello diffuso lo scorso 28 aprile, quando si fa notare al popolo azzurro tutto, che il Napoli è in Champions League per il quarto anno di seguito e a quattro giornate dalla fine del campionato. Ci si dimentica di dire, però, che il campionato era praticamente finito dopo appena 10 turni, e che dall’Europa (nel caso l’Europa League) ci aveva da poco buttato fuori l’Arsenal, dopo due partite affrontate dagli azzurri, praticamente senza voglia.

Dello stesso tenore il tweet lanciato in seguito
alla vittoria (per il rotto della cuffia) contro il Cagliari.

«Il Napoli è aritmeticamente secondo in campionato con tre giornate di anticipo e con 10 punti di vantaggio sulla terza, l’Internazionale», recita il messaggio.

Peccato che ci si dimentichi di segnare anche il gap dalla prima, la solita Juve, che svetta, campione d’Italia, a 16 lunghezze. I bianconeri quando hanno raggiunto l’ottavo titolo consecutivo, a 5 giornate dalla fine, superavano il Napoli di 20 punti. Ma per la società e per i suoi organi di informazione, Il Napolista in testa, va tutto bene. Meglio concentrarsi sulle manifestazioni «oceaniche» con quaranta presenze fuori al Collana, il primo maggio.

Per la cronaca, almeno dieci persone si sono
trovate a partecipare al flash mob
«Siamo tutti Callejon», a loro insaputa.

Stavano leggendo il giornale sedute sulle panchine o avevano portato il cane a spasso, e all’improvviso sono state «sommerse» dal «fiume» dei tifosi azzurri. Ma non c’è problema per chi si accontenta dei secondi posti in campionati giocati senza stimoli. La Società sportiva calcio Napoli, ha per questa categoria di tifosi, il solito scudetto dei conti, e lo annuncia con un tweet il giorno dopo che si è tenuto il flash mob del Collana, il due maggio.

Carlo Ancelotti e Aurelio De Laurentiis nel giorno della presentazione dell’allenatore azzurro

La «SSC Napoli» è stata insignita «con una Menzione di Bilancio al Premio Industria Felix come miglior impresa per Utile netto della regione Campania», recita il «comunicato». Peccato che il calcio sia un’altra cosa, passione per esempio; passione che invece, ultimamente a Napoli, sembra essere vissuta da parecchi tifosi «impiegati» (napolisti) con contratto a tempo indeterminato, che puntano alla pensione e che la inseguono ogni domenica. Era meglio quando eravamo precari, almeno ci batteva di più il cuore.