«Ora l’inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York, e tutte le nuvole che incombevano minacciose sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo dell’oceano… » (Riccardo III, William Shakespeare)

Riccardo, mefistofelico personaggio scespiriano, detesta i giorni belli che seguono la guerra. Ha nostalgia delle aspre sortite che in tempo di pace mutano in lieti incontri, aborra le misure deliziose di danza che hanno preso il posto delle marce tremende. Così anche Noi, delusi e tramortiti innamorati azzurri, dovremmo contare i giorni e le ore che ci separano dalla palla al centro del campionato prossimo. Anche Noi dovremmo attendere, ansiosamente fiduciosi come da parole del bardo, di tornare a montare destrieri corazzati per atterrire le anime di nemici zebrati impauriti (…forse Shakespeare omise l’attributo zebrati, ma solo perché non ne conosceva l’esistenza, altrimenti…). E invece nulla… Vedo nei volti, rivelatori dell’animo nostro, gli occhi del pugile un attimo dopo aver subito il colpo che lo costringe al ko…

Maurizio Sarri

Occhi senza luce quando invece dovrebbero rifulgere di orgoglio per il campionato vinto (la classifica ufficiale è falsa, vedi articolo di Stylo24 della settimana scorsa) e gridare vendetta dando fiato alle trombe messaggere della sfida per l’anno che arriverà. Eppure le parole di Riccardo dovrebbero illuminarci. Egli vede che la pausa dalla battaglia porta il sole, avverte il suono seducente dei liuti, pur ammira frivole ninfe ancheggianti, laddove invece noi nulla percepiamo di bello a seguito della nostra sconfitta ufficiale.

Il gol di Kalidou Koulibaly all’89esimo minuto

Non c’è gioia nella vittoria della solita maledetta. C’è trista abitudine, la presunta gioia declina verso l’essere tronfi più che trionfanti. C’è conteggio di numeri, più che ammirazione per l’impresa. C’è sospiro di sollievo infinito per irrecuperabile e insopportabile ed eterno marchio d’infamia con cui sarebbero stati timbrati per l’eternità: «Il primo campionato con la tecnologia Var non l’avete vinto!!! ». C’è pudore in alcuni di essi nel festeggiare un qualcosa di profondamente immeritato. C’è bruttezza intorno a noi. Questo dovrebbe darci la spinta per affilare le armi che di qui a poco serviranno al nuovo cimento. Eppure vaghiamo inconsolabili. La sensazione dell’occasione perduta per quanto rubata, annebbia di futura impossibilità il sole delle nostre speranze.

hamsik
Il capitano Marek Hamsik

L’ineluttabilità della sconfitta, sentimento che conosciamo profondamente in quanto tifosi del Napoli, prende il sopravvento e nulla sembra possa esserci di conforto. Anzi le supposizioni che fanno in queste ore da colonne prospettiche del nostro futuro, contribuiscono ad una azzurra diffusa depressione. Solo il nostro Comandante avrebbe la possibilità di ripescarci dal buco profondo in cui ci hanno ingiustamente scaraventato, dando certezze sulla sua permanenza.
Ma, ahinoi, non sembra palesarsi alcun arcobaleno e le nuvole continuano a minacciare pioggia. Io non sono sicuro che il Comandante possa condurci alla vittoria , ma sono certo che senza di lui, sarebbe quasi impossibile anche solo avvicinarsi ad essa. Io non sono sicuro che se fosse riuscito ad emendarsi da qualche difetto che pur ha, noi avremmo potuto avere qualche possibilità in più, ma sono sicurissimo che senza di lui  avremmo oggi 70 punti invece di 85.

L’attore Peppe Miale

Io non sono sicuro che non riuscirò a riprendermi da una separazione da lui perché amo il Napoli più di quanto stimi ed ammiri il Comandante, ma sono certissimo che un Napoli così rassicurante e bello non lo potrei più vedere.  Rassicurante perché nella mia vita di tifoso mai ho visto così tante partite in cui le squadre avversarie non arrivavano nella nostra area di rigore. Bello perché i pomeriggi tristi e noiosi degli ultimi tre anni sono stati qua e là riempiti dalla visione integrale delle partite del Napoli di Sarri. Sì,visione integrale. Perché una partita del Napoli di Sarri è un’opera d’arte totale. La macchia azzurra che inonda e tracima per novanta minuti nella metà campo avversa è Bellezza che nessuno striminzito Highlights potrà restituire. Ed il divano mi è testimone.

«Tuffatevi pensieri intorno alla mia anima», chiosa Riccardo sul finire del monologo. Credo che i pensieri del Comandante concernenti il suo futuro siano contrastanti. Auspico con tutto il mio cuore che la sua anima ne accolga pochi, anzi nessuno. Perché la sua anima è e sarà per sempre azzurramente azzurra.

Peppe Miale

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