di Giancarlo Tommasone
                                                                                             Aveva 13 anni, Ferdinando Freddy Arlistico quando si è trasferito a New York da Cicciano. Oggi è un libero professionista, è negli Stati Uniti da quasi mezzo secolo, dal 1972, ma il legame con Napoli e con il Napoli aumenta giorno dopo giorno. Tanto da spingere il 60enne, una volta appresa la notizia della sostituzione dei sediolini del San Paolo, ad attivarsi per assicurare a sé e alla sua famiglia, alcuni dei gloriosi e «antichi scranni» del tempio del calcio partenopeo.

Ha scritto alla nostra redazione per chiedere delucidazioni in merito all’iter per acquistarli. Stylo24 lo ha intervistato per raccogliere la testimonianza di un legame con le radici della terra di provenienza e con i colori azzurri.

Ferdinando, di dove è originario?
«Sono nato a Cicciano nel 1959, mi  sono trasferito a New York nel 1972 con mia sorella Rita e mio fratello Dominic, i miei genitori erano qui, già dal 1967».

Da dove nascono la volontà e la «necessità» di comprare i vecchi sediolini dello stadio San Paolo?
«Per me Napoli è tutto, e quando ho sentito che c’era la possibilità di comprare i vecchi sediolini dello stadio, mi sono reso conto che questa era una grande possibilità di avere un bellissimo ricordo della mia infanzia, di quando andavo a vedere le partite del Napoli, e avere un ricordo di Maradona a casa mia».

Quanti ne vorrebbe acquistare?
«Ne vorrei comprare almeno 10 per averli a casa mia e condividerli con i miei due figli, che sono nati a New York, ma hanno una passione forte anche loro per il Napoli. Sono stati con me a Napoli a novembre scorso, per la partita di Champions del Napoli contro il Psg, è stata un’esperienza indimenticabile».

Che cosa rappresentano per lei, la città di Napoli e la squadra azzurra?
«Il fatto che siamo lontani dalla nostra terra e dalla nostra città ci fa sentire sempre più vicini alle nostre radici che abbiamo lasciato ‘dietro’ di noi anni fa; a me manca tanto Napoli, è la città più bella del mondo, per la sua cultura, per l’amore che ci dà, il bel popolo, il sole di Napoli, il Vesuvio, e tutte le belle ricchezze che ci porta al cuore. Come si dice sempre “si può togliere un napoletano da Napoli, ma non si può togliere Napoli da dentro un napoletano”. La squadra del Napoli rappresenta la mia passione per il calcio, anche se non abbiamo vinto molto, però mi porta gioia sapere che la mia squadra è sempre lì a combattere e a darci soddisfazioni. E chi sa, forse tra qualche anno vinceremo anche quel bel trofeo».

Cosa pensa del presidente De Laurentiis?
«Devo dire che sono contento di De Laurentiis, perché ha preso la nostra squadra a bassi livelli e grazie a lui, adesso stiamo avendo delle belle soddisfazioni. E’ un bel po’ di anni che siamo in Europa, con la partecipazione a Champions, Europa League, e siamo sempre nelle prime posizioni in campionato, raggiungendo spesso la seconda o la terza piazza, anche se, l’anno scorso meritavamo lo scudetto. Io capisco che molti tifosi vorrebbero che il nostro presidente comprasse grandi giocatori, ma purtroppo se questo accadesse, credo, non ci assicurerebbe la vittoria e ci metterebbe in una situazione finanziaria che non aiuterebbe la squadra. Molte squadre posizionate in classifica alle nostre spalle, hanno investito tanto e non hanno portato niente di meglio ai loro tifosi, e quindi, credo che noi non ci dovremmo lamentare, al contrario dovremmo essere contentissimi di dove siamo».

Qual è, secondo lei, il miglior allenatore della storia del Napoli?
«Sicuramente, Sarri. Perché ci ha fatto vivere delle emozioni che non si dimenticheranno mai anche se non ho gradito come ci ha lasciato. Però devo dire che Ancelotti è uno dei migliori allenatori al mondo e quest’anno, ha dovuto fare i conti con una squadra che, se vogliamo, gli è stata lasciata dalla precedente gestione, e sulla quale non ha avuto il tempo di intervenire con nuovi innesti. Nonostante ciò ha fatto molto bene, io penso che Ancelotti voglia e possa dimostrare che anche a Napoli si può vincere, quindi sono fiducioso, la prossima stagione ci darà, insieme alla squadra, qualche soddisfazione in più». 

Qual è il miglior presidente che il Napoli abbia mai avuto?
«Io credo sia De Laurentiis, naturalmente è il mio parere. Lui è un buon businessman, sta mostrando alla Lega Calcio quante cose sbagliate che si dovrebbero aggiustare, per mettere fine ai favoritismi; ammetto anche che a volte il nostro presidente dice delle cose un po’ offensive ai tifosi, e penso che questa sia la sua maniera di rispondere a chi lo critica. Penso che non sia giusto da parte sua, ma nessuno è perfetto».

E’ una domanda retorica, ma la facciamo lo stesso: chi è il calciatore della storia del Napoli che ama di più?
«Maradona, naturalmente. Lui ci ha fatto divertire, sognare e vincere quello che inseguivamo da tanti anni. Maradona è il più grande, un simbolo, non solo per noi ma per tutto il mondo del calcio, e per questo sono orgoglioso di dire che Maradona fa parte della nostra storia».

Quando è stata l’ultima volta al San Paolo e quando prevede di tornare a vedere una partita del Napoli?
«L’ultima volta che sono stato al San Paolo risale a novembre scorso per la partita Napoli-Psg; siamo stati in città per 4 giorni, purtroppo per motivi di lavoro non c’era a disposizione molto tempo, un’emozione indescrivibile quando siamo arrivati a Napoli, con l’aereo che ha sorvolato lo stadio, il mare, il Vesuvio.  Spero che potrò ritornare a Napoli presto per rivedere un’altra bella partita di Champions e mangiare una bella pizza napoletana, che tanto mi manca».

E’ numerosa la comunità di tifosi del Napoli nella zona in cui vive?
«Io vivo a Williamsburg di Brooklyn, ci sono molti napoletani e molti altri vivono in altre zone di New York, e siamo orgogliosi della nostra squadra e della nostra città».