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La Juventus molto probabilmente vincerà il suo ottavo scudetto consecutivo e chissà che non possa mettere in bacheca anche l’ennesima Coppa Italia. Ma, nel giorno in cui l’urna di Nyon l’ha messa di fronte all’Atletico Madrid negli ottavi di Champions League, un articolo a firma di Paolo Ziliani sul ‘Fatto Quotidiano’, sottolinea, numeri alla mano, come tutto ciò di certo non servirà a ripagare l’acquisto di Cristiano Ronaldo, che si può a tutti gli effetti definire un investimento a perdere. Basta ricordare altri numeri, ovvero quelli di Paulo Dybala. La ‘Joya’ è approdata a Torino dal Palermo a 21 anni per una cifra pari a 32 milioni di euro più 8 di bonus (40 milioni), con un ingaggio di 2,2 milioni netti (4 lordi) che nel 2017 divennero 7,5 netti (14 lordi), con un prolungamento del contratto fino al 2022. Quindi al momento l’argentino è costato ai bianconeri 36 milioni di ingaggio con un ammortamento in bilancio passato dai 6m7 milioni dei primi due anni ai 4 del post-rinnovo. Mentre il valore del cartellino è triplicato. Se la Juve volesse venderlo oggi potrebbe farlo a circa 100 milioni, con una plusvalenza di circa 70 milioni.

Per Cristiano Ronaldo, acquistato a 33 anni e mezzo per 117,5 milioni, quando scadrà il suo contratto, a quasi 38 anni, il suo cartellino varrà zero. Quindi sommando l’ingaggio di 31 milioni netti annui (56 lordi) ai 29 annui di ammortamento cartellino, la Juventus sosterrà ogni anno per 4 anni un esborso di 85 milioni di euro (340).

 

E neanche la “leggenda” del merchandising che ripagherebbe da solo l’acquisto regge a questo punto. Perché, al di là di Ronaldo, è sempre il club a fare la differenza, non il campione. Basta pensare che dopo la cessione di CR7, il Real ha rinnovato il suo accordo con Adidas, alzando la sua provvigione a 110 milioni l’anno per 10 anni. Alla Juve, invece, Adidas dà 23,5 milioni l’anno. E di ritocchi non se ne vedono all’orizzonte.

Ma tutto ciò cambierebbe se Ronaldo portasse la Juventus a vincere la Champions League? Neanche. In quanto, a parte il fatto che nel 2015 e nel 2017 i bianconeri sono arrivati in finale anche senza di lui, secondo uno studio di ‘Calcio&Finanza’, anche se la Juve arrivasse in finale due volte nei prossimi 4 anni, vincendone una e perdendone una, fermandosi in semifinale una volta e una volta nei quarti, i guadagni aggiuntivi in termini economici sarebbero minimi rispetto alle perdite previste per il mantenimento di CR7. Un impegno che, da solo, costringerà la Juve a realizzare plusvalenze da 150-160 milioni, ovvero vendere ogni anno un top-player come Pogba o Dybala.

 

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