di Giancarlo Tommasone

Pepe Reina dice addio al Napoli. Saluterà gli amici e la squadra questa sera al Club Partenopeo di via Coroglio. La festa di addio segue l’addio del Napoli allo scudetto. Tutto pronto dunque per l’applauso del post Napoli-Crotone.

Il giro di campo, le lacrime e poi la partenza per Milano. Reina, dunque, saluterà i compagni e pare che a fine stagione con lui potrebbe partire anche JosÉ Callejon, sempre direzione Milano, sponda rossonera

E l’addio ai tifosi? Secondo La Gazzetta dello Sport Pepe, all’anagrafe José Manuel, potrebbe prendersi la standing ovation contro il Torino domenica. Questo potrebbe aprire le porte nelle ultime due partite di campionato a Luigi Sepe, che quest’anno ha giocato una sola volta, nella trasferta contro il Chievo Verona.

L’attaccante azzurro José Maria Callejon

La festa di addio di Reina al Napoli si celebra a tre giornate dalla fine del campionato; che cosa penseranno di questa scelta i tifosi azzurri, che hanno visto crollare il sogno in meno di 24 ore, intercorse dall’epilogo nefasto di Inter-Juve a quell’altro ancora più doloroso e infame di Fiorentina-Napoli?

Il crollo psicologico dopo Inter-Juve

Molti hanno giustificato i ragazzi di Sarri, col crollo psicologico dopo lo «scandalo» del Meazza, ma il gap di un punto di distacco doveva essere difeso, secondo molti altri, fosse stato pure fino alla fine dei giochi. E’ vero, i nervi sono collassati davanti all’ingiustizia fatta «sistema», e dalle nostre parti, purtroppo, al potere del «sistema» si è abituati, ma tutti avrebbero voluto che a combatterlo, lancia in resta, fosse stato proprio il simbolo dello spogliatoio, l’uomo e il guerriero Reina; avrebbero voluto che Pepe caricasse sulle sue spalle la squadra per lottare fino alla fine.

La mossa di karate di Pjanic sotto gli occhi di Orsato, che non estrae il secondo giallo

Perché se vittoria degli ingiusti doveva esserci, avrebbe dovuto verificarsi all’ultima giornata, anche per un punto, senza che il Napoli avesse mollato la presa, nemmeno per un istante. Allora sì, avremmo potuto dire: ecco come si impongono gli ingiusti, i favoriti degli arbitri, i potenti e i padroni del Palazzo. Invece adesso i più ottimisti stanno aspettando un miracolo, ma i prodigi hanno la costante di avverarsi men che di rado.

Gli azzurri hanno il dovere di crederci fino alla fine

Nel frattempo però Josè Manuel Reina festeggia a Coroglio, festeggia lo scudetto perso, festeggia il suo passaggio al Milan e dice addio a una città, a una tifoseria, a cui aveva detto addio già da mesi. Avrebbe potuto organizzare la festa dopo, magari a fine campionato, lottando e sperando anche lui nell’impossibile?
Forse sì, avrebbe salvato un minimo di forma, ma non dimentichiamo che i giocatori sono professionisti, «soldati» (che poi è lo stesso di «mercenari») nel senso più classico del termine e che passano, come passano gli allenatori, i presidenti (a proposito, che fine ha fatto Aurelio De Laurentiis?). Resta solo la maglia. Solo la maglia.

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