Un anno e 6 mesi di sorveglianza speciale per Nino Ciccarelli, storico capo dei Viking della curva dell’Inter, già condannato per rissa aggravata a 3 anni e 8 mesi con rito abbreviato per gli scontri di Santo Stefano prima di Inter-Napoli, in cui morì l’ultrà Daniele Belardinelli. Lo ha deciso la Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese, presieduta da Fabio Roia.

I giudici (Rispoli-Cernuto-Pontani) non hanno accolto, però, la richiesta più pesante di applicazione della sorveglianza speciale per tre anni che era stata proposta per Ciccarelli, difeso dal legale Mirko Perlino, con anche obbligo di soggiorno e divieto di avvicinamento ai luoghi delle manifestazioni sportive. L’obbligo di soggiorno, spiegano i giudici, infatti, “costituirebbe una inutile compressione di una libertà fondamentale” e, poi, per quanto riguarda l’avvicinamento agli stadi l’ultrà interista è già stato colpito di recente da un Daspo per 8 anni. Ciccarelli, con già 12 anni di carcere alle spalle e con precedente penali anche per tentato omicidio, dopo la condanna dello scorso marzo (ne erano state inflitte altre quattro) era passato dal carcere ai domiciliari.

 

I giudici nel disporre la sorveglianza speciale per “pericolosità sociale” evidenziano il suo passato violento negli stadi che dimostra “un’abitualità criminosa incentrata sulla consumazione di reati violenti”. Nei mesi scorsi anche a Marco Piovella, ritenuto un altro dei capi della curva nerazzurra e anche lui già condannato per gli scontri del 26 dicembre, era stata applicata la sorveglianza speciale per 1 anno e 6 mesi.