di Francesco Monaco

E’ un duello avvincente quello che il campionato 2017-18 consegna agli appassionati di calcio e ai tifosi alla sosta invernale. Nella calza della Befana troviamo Napoli e Juventus distanziate solo da un punto in una lotta che ci riporta alle sfide degli anni ’80. Quando Maradona e Platini si combattevano, esaltandoci, a colpi di piede, piuttosto che a parole, come avrebbero fatto “qualche” anno dopo. Ma questa è un’altra storia.

La storia di questo torneo presenta le due compagini, rispettivamente a 51 e 50 punti. Numeri da record che, all’inizio del girone di ritorno, confermano quanto di buono fatto nella prima parte della stagione. O meglio, ne conferma l’andamento, veloce, ma lineare, di entrambe. Il Napoli ritrova, dopo Mertens in coppa Italia, anche il gol di Callejon, che mancava da ottobre. E si esalta con Koulibaly, il difensore centrale che in questo campionato è andato maggiormente a segno. E, nonostante le proteste di Pecchia, in maniera del tutto regolare. Anche perché se così non fosse stato, ci avrebbe pensato il VAR ad annullare tutto. O no?

Indubbiamente, dopo ieri sera qualche dubbio sovviene. Sì perché se sulla gomitata di Benatia su Pavoletti, che vizia, in modo decisivo, la rete di Bernardeschi, la tecnologia non poteva e non doveva intervenire, sul mani dell’ex viola, qualcosa non torna. Quel qualcosa che, da Cagliari a Napoli sarebbe potuto essere il dolce piu’ bello da trovare per questa Epifania, ma che, invece, complice la (non) decisione di Calvarese, ha preso la strada sbagliata. Direzione Torino.

La non decisione di Calvarese in Cagliari-Juve

Sbagliata sì, perché il direttore di gara avrebbe quantomeno dovuto andare a (ri)vedere l’accaduto, ma, in ogni caso, familiare. “Bisognerebbe avere la personalita’ di andare almeno a guardare il VAR”. Le parole di Diego Lopez, tecnico dei sardi, non lasciano adito a dubbi particolari, a fronte di una storia che Allegri, invece liquida con un sorriso. “Adesso mi diverto io”. Se lo dice lui, che afferma come cio’ che dovrebbe aiutare, crea solo piu’ confusione, ci sara’ da credergli.

A noi non resta che goderci questo avvincente duello, con Inter e Roma che non solo hanno gia’ abdicato, ma dovranno anche difendersi dalla Lazio di Immobile, autore di un poker sul campo della Spal che gli vale il momentaneo titolo di re del gol. Una lotta a due che sembra destinata a durare ancora tanto. Almeno fino a quel 22 aprile. Il giorno di Juventus-Napoli. Con l’auspicio che il VAR, in quella occasione, abbia davvero poco lavoro da svolgere. Ovviamente, non per questo, dovendogliene dare meno di proposito. Anche perché se è vero cio’ che diceva un maestro di calcio come Liedholm, che “il pallone e’ l’unico che non si stanca, non suda e non ha sete”, figuriamoci un mezzo tecnologico. Il cui unico compito resta sempre quello di aiutare… gli arbitri.