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di Francesco Monaco.

“Io scelgo lui”. Era ed è una delle frasi che da bambini, tutti sognavano o sognano di sentirsi dire al momento di formare le squadre per la più classica e immortale delle partite di pallone tra amici. Metafora di vita che già allora fa comprendere l’importanza di saper sfruttare le proprie capacità fino in fondo. Fino alla fine. Di come tutto possa cambiare in un momento. Di quanto, in ogni ambito, contino delle gerarchie. E uno di fianco all’altro si possano trovare il giocatore più voluto di tutti e quello che, puntualmente, resterà fino alla fine. Sarà scelto come ultimo. Gonzalo Higuain deve sentirsi esattamente così.

Higuain con la maglia della Juventus

E deve fare davvero male passare, anzi, sprofondare, dal primo all’ultimo posto della lista. E persino Maurizio Sarri ormai quando, con il suo inglese dall’accento toscano, pronuncia quel “lui”, si sa che sarà la volta di Olivier Giroud. Attaccante che nei numeri e nell’acclamazione del popolo ‘Blues’ ha surclassato questa versione sbiadita del centravanti il cui nome è ancora legato al record di gol segnati in una stagione in Serie A: 36, con la maglia del Napoli. Ultima isola veramente felice per il re caduto. Che anche a Torino con la Juventus è stato forte, anche decisivo (se è vero come è vero che i suoi gol proprio agli azzurri e all’Inter hanno avuto un peso specifico enorme nella corsa scudetto), ma mai importante come all’ombra del Vesuvio. E forse per questo, in quello che è stato il momento peggiore della sua carriera, ha scelto di tornare agli ordini del tecnico con cui si è saputo esprimere come con nessun altro.

 

Dall’azzurro al blu. Da Napoli a Londra. Il passo, però, si è rivelato più lungo di quella gamba che, ormai, sembra non arrivare più dove prima, invece, sembrava facilissimo approdare. A contatto con quel pallone che, toccato da quell’argentino dal sangue francese, poteva finire solo in fondo alla rete. I 90 e passa milioni spesi dai bianconeri si sono trasformati in scudetti e coppe, ma, evidentemente, questo non è bastato in casa Agnelli. Dove, l’ossessione è sempre e solo la Champions League. E allora dentro Ronaldo e fuori lui. Voluto, convinto, sedotto dal Milan, dove credeva di poter tornare al centro di un progetto tattico. Tornare a essere importante. Salvo poi ritrovarsi ad andar via appesantito, finanche stempiato e con quella barba sempre più folta, quasi a voler cancellare, anzi, nascondere, ciò che è stato. Perché tanto, adesso anche Higuain sa che l’unica cosa contro cui non si può combattere è il tempo che passa. I 90 minuti stanno finendo anche al Chelsea, che non sembra avere alcuna intenzione di riscattarlo, versando nelle casse della Juventus 37 milioni di euro, e facendo risparmiare ai bianconeri altri 36 di ingaggio per le prossime due stagioni.

Higuain al Napoli

Il futuro del ‘Pipita’ è sempre più bianconero. A dirla tutta, molto più nero, che bianco. Senza dubbio lontano dal “blues”. Lontanissimo anni luce da quell’azzurro come il cielo partenopeo che lo ha visto brillare davvero ed essere felice per l’ultima volta. Quella in cui non c’era neanche bisogno di chiedersi a chi fosse rivolta la frase “io scelgo lui”.

 

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