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Sale a 23 il numero degli ultrà indagati, ma è destinato ad aumentare ancora. Una nuova serie di avvisi di garanzia sono stati notificati nelle ultime ore a tifosi dell’Inter e del Napoli, tutti indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Daniele Belardinelli. L’ultrà del Varese (squadra gemellata con i nerazzurri) è stato travolto da un’auto durante gli scontri tra tifoserie scoppiate la sera di santo Stefano fuori dallo stadio di san Siro. Un incidente risultato fatale per il 39enne, capo della curva varesina e legato ad ambienti di estrema destra, che è stato investito nel bel mezzo della maxi rissa scoppiata tra via Novara e via Fratelli Zoia, a pochi passi dallo stadio. Sono almeno un centinaio i tifosi che hanno partecipato agli scontri, molti dei quali con il volto nascosto da sciarpe e cappucci. Difficile, dunque, indentificarli tutti, anche perchè il clima di omertà che si respira nel mondo delle curve sta rallentando il lavoro degli inquirenti.

I 23 tifosi a cui è stato possibile dare un nome, per il momento, sono indagati sia per rissa aggravata che, a garanzia, per omicidio volontario. Contestazione che dà agli indagati la possibilità di partecipare con i loro legali e i loro consulenti agli accertamenti, anche irripetibili, che verranno eseguiti nei prossimi giorni, come l’autopsia sul cadavere dell’ultrà del Varese e le analisi scientifiche sulle vetture coinvolte nell’incidente. Oltre alla Volvo V40 nera sequestrata nei giorni scorsi e ad un secondo mezzo – una monovolume di cui non si conosce il modello – bloccato da ieri, gli investigatori della Digos di Napoli, grazie alle targhe riprese dalle telecamere vicino allo stadio, sono riusciti a individuare altre tre macchine che facevano parte della ‘carovana’ azzurra, tra le quali una berlina di colore scuro.

 

Su tutte dovrebbero essere disposti, a breve, accertamenti irripetibili. In queste ore, gli investigatori della Digos stanno passando al setaccio le riprese degli ‘occhi elettronici’ anche nel tentativo di dare un nome e un cognome a tutti i tifosi che hanno partecipato agli scontri, tra cui diversi componenti della curva del Varese e del Nizza e di altre tifoserie. In particolare gli ultrà napoletani che avrebbero sollevato il corpo della vittima, alla fine degli scontri, “consegnandolo” ai tifosi dell’Inter che l’hanno poi caricato su un’auto e trasportato in ospedale.

Daniele Belardinelli

Al momento l’unica certezza delle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, e condotte dalla Digos, è che Belardinelli è stato schiacciato da una macchina, che gli ha fratturato il bacino e provocato ferite letali, quando era già steso per terra. Segno che in precedenza potrebbe essere stato investito da un’altra auto, probabilmente proprio la monovolume bloccata dagli investigatori partenopei, ammaccata in più punti. Nei prossimi giorni si cercherà di stabilire se la carrozzeria sia stata danneggiata proprio la sera del 26 dicembre fuori da San Siro.

 

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