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Non fu una combine a decidere la gara di Serie C1 dell’aprile del 2009 tra Juve Stabia e Sorrento (vinto dai padroni di casa grazie a una rete di Mineo), ma solo una papera del portiere sorrentino Vitangelo Spadavecchia. E’ quanto hanno deciso i giudici d’appello nell’ambito dell’inchiesta denominata “Golden gol”, conclusasi con una serie di assoluzioni e prescrizioni. A beneficiarne, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Dario Sautto, due ex calciatori, un dirigente sportivo e alcuni referenti delle agenzie di scommesse. Secondo l’Antimafia, il clan D’Alessandro aveva pagato 25mila euro per indirizzare la gara in favore degli stabiesi.

 

Spadavecchia, l’unico ad aver rinunciato alla prescrizione, con l’attaccante Cristian Biancone, è stato anche squalificato dalla giustizia sportiva per la combine del derby. Entrambi condannati in primo grado a 8 mesi di reclusione. Con loro, a scegliere il rito abbreviato anche l’ex direttore sportivo delle “Vespe” Roberto Amodio. Accusato, insieme al capo ultrà Francesco di Paola Avallone, anche di un episodio di minacce ai calciatori. Per entrambi è stata esclusa l’aggravante mafiosa, che in primo grado aveva portato a una condanna a un anno e 8 mesi (pena sospesa). Assolti defininitivamente anche gli ex dirigenti della Intralot, società di scommesse più volte tirata in ballo per autorizzazioni “facili” a presunti prestanome dei clan D’Alessandro e Di Martino.

 

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