Giornalista: “Comandante Lowell … ma non c’è un caso specifico di emergenza su un aereo, in cui ricordi di avere avuto paura?”
Jim Lowell: “Beh … si … mi ricordo di quella volta che ero sul mio aereo nel mare del Giappone e dovevo rientrare alla base. Ero in condizioni di combattimento … quindi senza nessuna luce sulla portaerei, il mio radar era in panne, il mio radiofaro di atterraggio era latitante perché  qualcuno in Giappone usava la mia stessa frequenza e così mi stava portando lontano da dove si supponesse che andassi. E mi ritrovo a guardare in basso sull’enorme oceano scuro, così  accendo la mia luce di carteggio e, ad un tratto … zac … mi va tutto in corto circuito nell’abitacolo … la strumentazione partita, le luci spente … non so più nemmeno a che quota mi trovo …. Ah … sapevo già di essere a corto di carburante così comincio a pensare di ammarare nell’Oceano e … guardo giù e nell’oscurità vedo una specie…una specie di fascia verdastra. È  come una lunga guida verde stesa proprio sotto di me ed erano le alghe … capisce? … Quella roba fosforescente che viene frullata dalle eliche nella scia di una grande nave e mi stava appunto riportando dritto a casa …. Ecco … se le luci dell’abitacolo non fossero andate in corto non avrei mai potuto essere in grado di vederle e quindi… Non si sa mai quali siano gli eventi che ti riporteranno a casa”.
                                                        (dialogo tratto da ‘Apollo 13’ di Ron Howard, 2004)

Un frame tratto da ‘Apollo 13’ di Ron Howard

È tutto finito. Noi abbiamo inopinatamente pareggiato contro l’ostico Sassuolo, la Juventus ha vinto contro un ottimo Milan e la distanza diventa incolmabile, seppure dovessimo riuscire nella titanica impresa, che altrimenti non è corretto definire, di espugnare Torino. Giornata dopo giornata il peso dei punti in palio si è fatto insopportabile per i nostri ragazzi disabituati a lottare al vertice, la paura ha preso il sopravvento sulla necessaria leggerezza, conditio sine qua non della nostra forza. Se fossimo Sansone, la leggerezza sarebbe i nostri capelli. Dei nostri, abituati alla lotta di vertice, ce ne sono soltanto due: Pepe e Raul.

Callejon, autore della rete del pareggio contro il Sassuolo

Dei loro, nemmeno uno manca dell’abitudine a vincere. La firma in calce alle due reti decisive della maledetta contro i milanesi è di Sami Khedira, che è stato in grado nella sua carriera di vincere tutti i titoli possibili.
È tutto finito.
Abbiamo provato ad accendere la luce nell’abitacolo del nostro aereo. Il goal contro il Genoa di Albiol, guarda un po’, ci aveva riavvicinato in classifica, ma è bastato un golletto di Politanoechecazzpropriotu? a procurare un corto circuito che ha fatto spegnere tutte le luci. La strumentazione di bordo è sparita, il nostro gioco meraviglioso non ha trovato lo spazio per esprimersi. E questo non perché spazio non ve ne fosse, ma perché gli occhi dei ragazzi non avevano quel sorriso sereno, necessario per vederlo.

Albiol si prepara ad esultare dopo il gol contro il Genoa

È tutto finito.                                                                                                                  E si levano alti dalle tastiere dei pessimisti i redde rationem, così come dalle tastiere dei sognatori imperterriti si levano dolci, quanti improbabili, speranze di imprese di Benevento, Crotone e perdenti simili. Ma la verità è che dobbiamo trovare dentro di noi la forza di crederci ancora. La Fiducia. Senza fiducia non è possibile credere che il peggiore dei mali possa essere successivamente riconosciuto come pilastro del bene. E la mancanza di fiducia sarebbe letale fino al punto di non abbassare la testa per guardare l’Oceano, tantocheguardiamoafareèandataanchequest’anno.

L’attore Peppe Miale

No! Guardiamo l’Oceano. Come si dice, combattiamo finché la matematica ci permetterà di credere al miracolo. Guardiamo giù, che magari i nostri occhi, quelli dei tifosi che hanno il dovere di essere ansiosi e quelli dei ragazzi che devono avere la raffinatezza intellettuale di non esserlo, vedranno una meravigliosa scia verde. Una scia verde di alghe rilucenti che non avrebbero potuto vedere se non ci fosse stato il buio.
PS: mi viene da sorridere a pensare, e giuro di non essere sarcastico, che i nostri acerrimi rivali possano ritrovarsi a condividere le stesse riflessioni e a sollecitare le stesse flebili speranze dopo che Ronaldo ha spento il loro interruttore…

Azzurramente, Peppe Miale

Le altre puntate di Palcoscenico Azzurro: Uno, Due, Tre, Quattro, Cinque, Sei, Sette, Otto, Nove, Dieci