«Quando si hanno solo due centesimi, acquista una pagnotta di pane con uno ed un giglio con l’altro». Recita così un proverbio cinese che il nostro Comandante – prendo in prestito il parallelismo geniale  di un bellissimo gruppo di Facebook denominato “Sarrismo- Gioia e Rivoluzione” – deve aver fatto proprio nel percorrere la strada della sua straordinaria evoluzione tecnico-tattica, a discapito dei poveri di osservazione che lo tacciano di integralismo. Nell’annata scorsa troppe volte si erano adoperati centesimi per piantare semi di perfezione e di bellezza, poi fioriti in gigli, icone fantasmagoriche di inebrianti 5 a 0. Parimenti troppe volte il centesimo era poi mancato per acquistare la pagnotta di una normalissima vittoria contro un Palermo o un Sassuolo qualunque. Da qualche mese in qua i centesimi non mancano per acquistare pagnotte crotonesi, udinesi o atalantine. Né, d’altra parte, sono mancati centesimi per acquisire i gigli meravigliosi di imprese esteticamente luccicanti, figlie di parabole mirabolanti, come quella di Ciro Dries Mertens a Roma con la Lazio ed ancora di inimmaginabili sortite offensive, come quella, in terra estense, di Faouzi Ghoulam  per inciso, dico al nostro grande campione: torna con calma e quando sarai al meglio. Mario Rui c’e’. Alla faccia di tutti i catastrofisti… – ed ancora di geometrie sconosciute, come quelle che hanno fatto sì che il pallone fluisse nobile in rete dopo triangolazioni ed intuizioni fantastiche: Rog con l’Atalanta, Insigne con la Roma, Marek con la Sampdoria.

L’attore Peppe Miale

Senza mai tacer del negozio di gigli creato da Lorenzo il Magnifico e dal suo commesso José Maria Callejon, altrimenti detto giocotuttiiminutidituttelepartiteemenomalecheècosì.
La Bellezza si è coniugata con la certezza della pancia piena nel momento del bisogno. Ed è una certezza che deriva dall’enorme e rassicurante crescita del reparto difensivo, assurto sempre più ad essere il migliore, alla data odierna, di tutto il campionato. Dato assolutamente estemporaneo (la scaramanzia impera…) avendo il suddetto reparto, fra i suoi titolari, un portiere di palazzo tra i pali ed un terzino destro inferiore anche ai mitici Boldini e Frappampina  sarcasmo feroce contro i catastrofisti dell’inciso precedente ed aggiungo: forza Pepe e forza Elseid tutta la vita… e pure forza Emanuele Giaccherini sempre… perché noi vogliamo bene a tutti gli azzurri -. 
In qualunque altro momento storico del calcio italiano, alla ventunesima giornata, tutto ciò sarebbe bastato per cominciare a stendere lenzuola tinte di azzurro e di terzo tricolore sui balconi partenopei. Se non fosse che c’è Lei. Sempiterna e maledetta che ci rimane avvinghiata al collo e con la quale ci batteremo senza sconti fino alla fine, abbastanza certi – ma chi lo può dire? Nel calcio può succedere tutto ed  il contrario di tutto – che ogni cosa si risolverà, poi, nel confronto diretto, come neanche Massimo Decimo Meridio e l’Imperatore Commodo. Oddio! Mi sovviene che nell’ascensore che conduce al campo  l’Imperatore baro accoltella l’Eroe, per sicurezza, prima dell’agone finale… quante possibili similitudini… scherzo ovviamente… eheheheheehe…
Ma io dico che sarebbe il caso di bandire la dipendenza dal risultato ed esultare, a prescindere, per la Bellezza che questa Squadra meravigliosa ha saputo regalarci. Ci sono squadre rimaste nella storia e nei cuori di chi ama il calcio senza aver vinto nulla: l’Ungheria del 1954, l’Olanda del 1974, il Brasile del 1982. Meno che mai desidero che il  nostro Napoli vada a nobilitare ulteriormente l’elenco suddetto. Anche perché di pagnotte ne abbiamo comperate e ne compreremo spero a sufficienza. Voglio solo urlare con  forza che il Napoli Sarrista è già nella Storia del calcio. Senza se e senza ma. Perché di infiniti gigli è lastricato il suo cammino.
                                                                                            Azzurramente, Peppe Miale