Signore e signori … Ora fremerete d’orrore osservando con i vostri stessi occhi il più raro e tragico degli scherzi di natura: l’uomo medio! … Fisicamente trascurabile, possiede, peraltro, un sistema distorto di valori. Noterete l’abnorme rigonfiamento del senso d’importanza dell’umanità, la coscienza sociale deforme e l’ottimismo atrofizzato. Non è certamente per i deboli di stomaco, vero? Alquanto repellenti sono le sue fragili ed inutili nozioni di ordine e sanità mentale, le quali, sottoposte ad una pressione eccessiva, cedono. “Come può vivere?” – già vi odo domandare – “Come può questo povero, patetico esemplare sopravvivere nel mondo spietato ed irrazionale di oggi?” La triste risposta è: “Non molto bene”……..
Joker, in Batman: The Killing Joke

L’attore Peppe Miale

Ah… mio caro e sempiterno cattivone Joker, non sai quanto tu sia lontano dalla verità. Lungi da me la presunzione di voler integrare, ed impropriamente menzionare, la letteratura nei secoli spesa da straordinari scrittori attorno alla menzionata figura. Eppure corre l’obbligo, altresì, di esaltare, della stessa figura, la necessità di sopravvivenza non solo per sé, ma soprattutto per gli altri. E’ obbligatorio capire quanto quell’uomo medio sia necessario al conseguimento dei sogni massimi di una comunità. E se nel film “L’ora più buia”, in questi giorni nelle più importanti sale cinematografiche, Winston Churchill, con i gesti e le parole di uno statuario Gary Oldman, ha la necessità di confrontarsi con l’uomo medio in un vagone della metropolitana londinese per comprendere quale possa essere la decisione più giusta nell’ora appunto più buia, ossia combattere o scendere a patti con il terribile nemico tedesco, allora c’è da riflettere sulla figura in oggetto. Chiedendo umilmente scusa per il parallelo, a dir poco improprio, anche noi tifosi partenopei, all’indomani di Napoli-Bologna, dobbiamo fare i conti con l’uomo medio, cercando di capire il perché di un primo tempo di sofferenza contro una squadra che aveva la metà dei nostri punti in classifica. Nel rapportarci con lui, i nostri occhi non sono stati oggetto di un fremito d’orrore come il pensiero di Joker cupamente suppone, ma, colpa però ancora più grave, non abbiamo avuto il talento di vedere e riconoscere la valenza del nostro Eroe. Non abbiamo compreso l’importanza e il vigore di quest’uomo, perché non abbiamo intuito quanto il suo essere tassello, in un determinata forma geometrica che fosse solo e soltanto quella e non appena appena un’altra, fosse fondamentale all’interno di un puzzle raffinatissimo e complicato quale è la nostra Squadra a caccia del sogno (altro non potrebbe essere nel momento in cui il Comandante asserisce che il nostro unico dovere è la Bellezza. Lacrime…). Ed il Nostro ce lo segnala nel modo più umile e nascosto che sia possibile, ovvero con l’assenza. E magari viene da chiedersi cosa sarebbe stato di Ollio senza Stanlio, di Jerry Lewis senza Dean Martin, di Vianello senza Mondaini, viene da chiedersi Totò a chi avrebbe mai potuto dire in un vagone letto che le valigie erano state sistemate vicino alle altre se non ci fosse stato Castellani, la più grande fra le cosiddette “spalle”, di cui pochi oggi si ricordano.

Raul Albiol

Ecco l’assenza: la sofferenza di qualche tiro numericamente più sostanzioso del solito verso la nostra porta non ci viene spontaneo ricondurla immediatamente alla mancanza del nostro Milite Ignoto – sempre scuse infinite…mi raccomando!-. Ed allora eccoci a dire che il nostro totem Kalidou ha commesso un errore come mai ed ancora ad affermare che il nostro portiere ha fatto finalmente un miracolo o che, stranamente, il settepolmoniforseanchequattordiciequantoseibello Allan non trova le giuste misure in campo… oppure, peggio ancora, eccoci a dire che chi prova a sostituirlo non è neanche lontanamente degno di giocare a pallone. Ed, invece, il povero sostituto è bravo e forte, ma semplicemente non è il tassello giusto. Non ha la geometrica forma con cui gli altri vanno a incastrarsi solo e soltanto per merito ed arcimerito del Nostro, che si adatta a loro per far sì che siano dove devono essere nel momento in cui è necessario che siano. Il Nostro comanda senza urlare, comanda per vocazione, perché la sua presenza è niente altro che indispensabile, affinché gli altri agiscano al meglio. La presenza, anzi la non assenza del Nostro, consente che tutti i suoi compagni in pagella prendano 7 invece di 6, fatta eccezione per Reina, meraviglioso portiere cui, quando c’è il Nostro, si riserva spesso un senza voto per inoperosità. Anche se poi Pepe prende 9 come centrocampista aggiunto, ma di altro necessario tassello del puzzle andremmo ora a parlare.
Quindi, mio caro Joker, e’ anche possibile che nel mondo spietato ed irrazionale di oggi il Nostro possa non sopravvivere e che egli stesso sia costretto, come da te affermato, a vivere non molto bene, ma è sicuro che grazie a lui tutti gli altri vivano magnificamente meglio. Ed è per questo che, dai suoi compagni e da tutto lo sterminato universo dei tifosi azzurri, viene inviata a lui una meravigliosa missiva che recita:
“Grazie straordinario uomo. Grazie per i tuoi valori. Grazie perché ci rendi importanti. Grazie per la tua sanità mentale e le tue nozioni di ordine che fanno sì che la pressione degli avversari si manifesti meno eccessiva. Grazie perché non cederai mai e noi con te. Grazie. Grazie di cuore a te, Raul Albiol!”
                                                                                        Azzurramente, Peppe Miale