TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT


di
Giancarlo Tommasone

Sacerdote contro lo è sempre stato e sempre lo sarà, don Aniello Manganiello, schierato contro la camorra, contro l’illegalità, contro l’ingiustizia, contro il razzismo. Contro il sistema.

E come si evince
dagli ultimi
post pubblicati
sul suo profilo
Facebook,
il sistema
questa volta
si chiama Aia, Mazzoleni,
Allegri e Juventus

A don Aniello non è andata giù la conduzione della gara persa dal Napoli contro l’Inter a San Siro; non è andato giù l’atteggiamento dell’arbitro Paolo Silvio Mazzoleni, 44enne di Bergamo, già tristemente noto alle cronache partenopee per la finale di Super Coppa italiana (11 agosto del 2012 a Pechino), che davanti ai reiterati cori razzisti dei supporter nerazzurri non ha sospeso la gara come previsto da regolamento quando si verificano episodi del genere. L’arbitro però, ha fatto di più: ha espulso pure due giocatori del Napoli. Il primo, Kalidou Koulibaly, bersaglio dei beceri «buu» razzisti che provenivano dagli spalti; il secondo, Lorenzo Insigne, caduto nella trappola della provocazione tesa da un avversario.

Le rimostranze di don Aniello Manganiello

Una filippica quella prodotta da don Aniello e finita su Facebook poco dopo il triplice fischio finale al Meazza: «Ho sempre sostenuto che diversi arbitri sono in malafede, sono ammalati di delirio di onnipotenza, ma che avessero scelto di contravvenire alle regole che anche essi devono rispettare e non esigere il rispetto solo dagli altri, non lo avevo mai pensato. Stasera durante la partita Inter vs Napoli i soliti cori contro Napoli e i napoletani e Mazzoleni pur dovendo sospendere la partita, non lo ha fatto».

Il post di don Aniello Manganiello dopo Inter-Napoli

Anzi, rincara la dose il sacerdote, «ha espulso due giocatori del Napoli. Adesso voglio vedere se anche Mazzoleni verrà punito per tutto quello che è capitato, e squalificato per lungo tempo. La sua decisione di non sospendere la partita ha causato tutto il resto. E se tutto ciò non avviene, cari arbitri, anche voi siete una casta intoccabile, come ce ne sono tante in questo Paese». Infine la stilettata all’Aia (Associazione italiana arbitri).

«Non venite a parlarci di regole oppure di giustizia sportiva, non vi credo – scrive don Aniello rivolgendosi appunto all’Aia – Se decidete di non omologare il risultato di Milano, allora rivedrò la mia posizione. Insomma povera Italia!!». La reazione di don Aniello, come abbiamo scritto in apertura di articolo, non si limita al suo scritto. In precedenza aveva condiviso sulla bacheca diversi  post, uno in particolare, di Carmine M. recita: «Milano è la prima città per qualità della vita. Stasera quattro napoletani accoltellati a San Siro (uno in codice giallo), cori razzisti contro #Koulibaly e inneggianti al Vesuvio». In calce due hashtag: «rinnegati» e «unalamp» (espressione napoletana che si traduce con «possiate fare un solo fuoco»).

Il post contro mister Massimiliano Allegri

Don Aniello ha spazio anche per condividere un post contro mister Massimiliano Allegri, che alla fine di Atalanta-Juve non ha lesinato critiche all’arbitro. Le sue accuse a Sky, davanti a giornalisti e opinionisti che sono apparsi alquanto schierati (per non dire genuflessi) a favore del «bianconero pensiero dominante», sono raccolte in poche righe in un post: «Oggi, Allegri dice sciocchezze e nessuno gli fa notare quanto la Juve ha rubato l’anno scorso». Poco prima, intorno alle 13 di ieri, don Aniello aveva condiviso un pezzo con le dichiarazioni di Maurizio Pistocchi. «“Un padrone al servizio dei padroni”, è questa la denuncia (di Pistocchi) che ha scatenato l’ira dei tifosi della Juventus».

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT