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Ha ammesso di aver accoltellato uno dei tifosi partenopei rimasti feriti negli scontri scoppiati il giorno di Santo Stefano prima di Inter-Napoli Alessandro Martinoli, l’ultrà del Varese finito in manette ieri nell’ambito delle indagini condotte dalla procura di Milano sulla morte di Daniele Belardinelli, il 39enne investito da due auto guidate da un gruppo di napoletani. La confessione è arrivata nel corso dell’interrogatorio di garanzia reso dal 48enne questa mattina nel carcere milanese di San Vittore davanti al gip Giudo Salvini.

Martinoli è un componente dei “Blood Honour”, gruppo di estrema destra della curva del Varese, gemellata con quella dell’Inter, di cui faceva parte anche Belardinelli. “Sono solo in tifoso”, ha rivendicato il 48enne al giudice negando ogni appartenenza a fazioni politiche. Nessun indicazione, invece, sulla dinamica dell’incidente che ha portato alla morte di Belardinelli. “Era dalla parte opposta alla mia, non ho visto niente”, ha fatto mettere a verbale Martinoli.

 

Insieme a lui, ieri è stato arrestato anche Nino Ceccarelli, fondatore del gruppo dei Viking della curva dell’Inter. Secondo il giudice Salvini, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, è un uomo “pericoloso” perchè può “facilmente” condizionare “altri tifosi”, visto che “è conosciuto in tutto l’ambiente ultrà”. Il suo interrogatorio di garanzia davanti allo stesso giudice Salvini è stato fissato lunedì prossimo a San Vittore.

 

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