«Se la donna che ami ti lascia e subito dopo arriva Belen a consolarti, come la prendi?»
(23 maggio 2018, ore 19:18, sconosciuto).
«Il problema è che, a noi, ci ha lasciato Belen!»
(23 maggio 2018, ore 19:19, Peppe Miale).

Dialogo surreale, eppure avvenuto tra il sottoscritto e mio cugino Luca, similar innamorato dell’Azzurro più bello che ci sia, quello del Napoli. Dialogo immediatamente successivo al doloroso Addio del nostro straordinario Comandante. Sono passati già una ventina di giorni dal traumatico divorzio tutt’altro che consensuale e ancora non riusciamo a separarci dalla sensazione di essere rimasti orfani.

Orfani di una Idea,
orfani di un Sogno,
orfani della Bellezza
La sensazione è
che mai più avremo
la possibilità
di essere tifosi
della squadra
che gioca
il più bel calcio
dell’orbe
terracqueo

Il Comandante Maurizio Sarri

Ed è una sensazione che ci rimanda costantemente ad uno stato di supina tristezza. Supina, ancorché non tremenda, perché al netto della battuta su Belen, è pur vero che la società ha sanato la ferita come meglio non avrebbe potuto, assumendo uno dei migliori allenatori del mondo. Un allenatore che definire Top è anche riduttivo, e che ha la non trascurabile peculiarità di essere a suo modo bonariamente antisistemico. Non quanto il Comandante, ma Maurizio Sarri è Maurizio Sarri! Un unicum che faceva in modo che tutti noi ci sentissimo altrettanto unici.

Perché la scelta della Bellezza
che Vince è qualcosa che regala un senso
di appartenenza che va al di là dell’essere tifosi

Ti fa sentire orgoglioso e anche un pizzico snobisticamente superiore al resto del mondo. Quella macchia azzurra che esonda la metà campo avversaria, quelle sovrapposizioni ripetute e prevedibili ancorché incontrastabili per gli avversari, quella voglia di non buttare mai via la palla neanche nei pressi della propria bandierina del calcio d’angolo, perché convinti che superato quel difficile ostacolo, poi ci sarà la prateria che porterà ai giardini dell’Eden, il pallone in fondo alla porta avversaria… Questi pochi esempi ci rimandano alle opere d’arte che hanno riscaldato in questi tre anni i cuori azzurri ed hanno illuminato d’immenso gli occhi di chi percepisce l’Estetica. Perché la sfida di Torino, confronto diretto che più confronto diretto non si può, va catalogata negli annali del calcio alla voce comesidominadalprimoalcentesimominutocompresigiornisuccessivi.

Perché il quarto gol
alla Lazio
lo rivedremo
e lo rivedranno i posteri
nei secoli dei secoli
molto più di quanto,
che so, uno juventino
continuerà
ad ammirare
le prodezze
del pusillanime
arbitro Orsato
in Inter-Juventus…

L’attore Peppe Miale

Ma non voglio parlare di bruttezza, ma di Bellezza, perché è di questa che sentiremo la mancanza. Perché, ahimè, la Bellezza si può rapire. Ed oggi mi sento derubato più di quanto sia stato derubato dello scudetto dagli arbitri sudditanti, il che è tutto dire. Anche perché del titolo meritatamente vinto non avrò problemi a vantarmi per il resto della mia vita. Non dimenticherò mai che la classifica è falsa: quella vera dice Napoli 91, Juventus 95 meno Lazio-Juventus, meno Cagliari-Juventus, meno Fiorentina-Juventus, meno Inter-Juventus, addirittura meno Juventus-Verona (ma si può??? Sì! Si può). Insomma al massimo Juventus a quota 88 a voler essere indulgenti.

Carlo Ancelotti

Ma avrò serissimi problemi a dovermi rassegnare a una squadra, magari ancora più forte e vincente, ma semplicemente «normale»

E la mia mente corre veloce agli anni dell’adolescenza quando la necessità di far capire fino in fondo alla malcapitata di turno i nostri sentimenti per lei, ci facevano precipitare fino alla mitica frase «Amore… è che tu, per me, sei speciale». Ecco, al mio Napoli senza più il Comandante, potrò dire con tutto il cuore che lo amo perdutamente e per sempre, ma non gli potrò più dire: «Sei Speciale».
Forza Ancelotti!!!

Azzurramente, Peppe Miale

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