E’ ancora scontro tra Calcio Napoli e istituzioni a pochissimi giorni dalla sfida di campionato contro la Sampdoria, che coinciderà con il debutto casalingo degli azzurri dopo i primi due match in trasferta (martedì, invece, la ‘prima’ di Champions con il Liverpool). Al centro della polemica il cantiere ancora aperto allo stadio di San Paolo. L’impianto di Fuorigrotta da mesi è sottoposto a lavori di ammodernamento, compreso il rifacimento gli spogliatoi che però non è stato ancora completato. E il club due giorni fa ha dato spazio al duro sfogo di Carlo Ancelotti, che aveva accettato “la richiesta della società di giocare fuori casa le prime due partite per consentire che i lavori si ultimassero, come era stato promesso”. “Non ci sono parole”, ha tuonato l’allenatore. “In due mesi si può costruire una casa, non sono stati in grado di rifare gli spogliatoi”. Ancelotti si è detto “indignato per la scorrettezza e l’inadeguatezza di chi doveva eseguire questi lavori. Come hanno potuto Regione, Comune e Commissari disattendere gli impegni presi? Vedo un disprezzo e un non attaccamento alla squadra della città. Sono costernato”.

La replica alle accuse non è tardata ad arrivare. La Tipiesse di Bergamo, società che ha realizzato le opere di ristrutturazione, tramite le parole dell’ad Carlo Perego alla ‘Gazzetta’, che i lavori sono in realtà finiti e “la consegna è prevista per venerdì 13 alle ore 10. Non siamo in ritardo, anzi siamo in avanti sui tempi contrattuali”. Rassicurazioni sono arrivate anche da Gianluca Basile, commissario straordinario per le Universiadi che si sono svolte a Napoli a luglio. “Venerdì gli spogliatoi saranno puliti e consegnati al club”. Filomena Smiraglia, direttrice dei lavori, si è detta “sconcertata e stranita dalla dichiarazione” di Ancelotti “anche perché oggi (ieri ndr) abbiamo avuto la visita negli spogliatoi del vicepresidente del Napoli Edoardo De Laurentiis che ci ha fatto i complimenti davanti alle maestranze per i lavori”. Complimenti che però, secondo la versione ufficiale del Napoli, non sono mai usciti dalla bocca di De Laurentiis junior.

 

E sempre nella giornata di ieri il club azzurro è tornato all’attacco diffondendo su Twitter un video dell’interno dello stadio: nelle immagini si mostra la presenza di trabattelli, secchi di vernice, pannelli. E si evidenzia che lavandini e sanitari non sono ancora stati montati. Sul caso è intervenuto anche il sindaco De Magistris: “Lo spogliatoio del Napoli è a carico delle Universiadi. Basile si è preso l’impegno: entro sabato sarà messo in regola”. Il primo cittadino ha chiarito che “la situazione non può che mettere in evidenza le competenze. Lo stadio è sotto l’amministrazione del Comune, lo spogliatoio, invece, è responsabilità della Regione”. Pertanto “è un tema che riguarda Basile, De Luca e De Laurentis”.

Nel respingere le accuse Ciro Borriello, assessore allo Sport del Comune di Napoli, tira anche in ballo Ancelotti: “E’ paradossale che venga fatto un comunicato con questi toni ‘cattivi’, falsi, non veri. Vigilanti e operai – ha spiegato a calciomercato.it – non hanno visto Ancelotti allo stadio: l’unico ad essere andato è stato il vicepresidente Edoardo De Laurentiis, Ancelotti ha fatto un comunicato con occhi altrui. Dispiace che un allenatore con la sua storia abbia fatto un comunicato senza aver visto”. Borriello ha assicurato che “venerdì mattina saranno consegnati gli spogliatoi. Siamo dispiaciuti, noi andiamo avanti per la nostra strada, non ci interessano le polemiche sterili e auguriamo il meglio per la stagione sportiva del Napoli”. L’assessore, ai microfoni di Radio Marte, ha poi dichiarato che i video postati dal club sarebbero “vecchi, fino a ieri sera a mezzanotte c’erano a lavorare trenta operai”.

Immediata la risposta del Napoli: le immagini “sono una sintesi di un video di circa 3 minuti girato ieri con uno smartphone alle 15.30 circa da una persona dello staff della società”. Quindi, la controreplica del Comune che ha diffuso immagini scattate in mattinata in cui i problemi all’interno degli spogliatoi sembrano superati. A rincarare ulteriormente la dose con accuse pesanti ci ha pensato infine il presidente in persona Aurelio De Laurentiis. “I lavori dipendono dalle Universiadi, De Luca aveva dato ordini di fare questi lavori. Hanno avuto tre mesi di tempo per fare degli spogliatoi. Se mi avessero detto ‘li fai te’ io ci avrei messo probabilmente 10-15 giorni – ha tuonato il numero uno del Napoli – Ancora oggi li stiamo aiutando e mi dicono ‘fatelo di nascosto’. Bisogna che lo Stato si svegli. Non sono polemiche ma lamentele che sto esternando da 15 anni”. E che la questione spogliatoi, che dovrebbero essere consegnati oggi, ha ‘solo’ riacceso.