venerdì, Maggio 20, 2022
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Spese processuali? Le deve pagare la famiglia di una vittima innocente

Il caso assurdo a Napoli: l’assassina del clan Terracciano (condannata in via definitiva) risulta nullatenente, ai familiari del ragazzo ucciso arriva una cartella esattoriale di oltre 18mila euro

Capita anche questo: una cartella esattoriale con richiesta perentoria del pagamento di oltre 18mila euro, recapitata ai familiari di una vittima innocente della camorra. E’ quanto pretende l’Agenzia delle Entrate da una famiglia che ha perso il giovane figlio ventenne, ucciso da un proiettile vagante durante una stesa nei vicoli di Napoli, avvenuta nel 2009. La “colpa” di questa famiglia dei Quartieri Spagnoli, difesa dall’avvocato Angelo Pisani, è di essersi costituita parte civile nel processo contro l’assassino, condannato alla pena detentiva di 8 anni e al risarcimento, ma di fatto nullatenente.

L'avvocato Angelo Pisani
L’avvocato Angelo Pisani

«Per la giustizia italiana – precisa Pisani – a pagare spese e tasse processuali deve essere questa sfortunata famiglia della vittima innocente uccisa dalla criminalità». Pisani spera «in un intervento del Presidente della Repubblica e in una revisione della normativa anche fiscale che non sia sempre un ostacolo e una beffa per le vittime». L’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione Noi Consumatori, assiste le vittime nel contenzioso con il Fisco, chiedendo «realmente giustizia e la cancellazione di pagamenti folli che hanno il sapore di una beffa». «Il ragazzo – ricorda Pisani – fu ucciso a vent’anni da un colpo di pistola, la mamma e la sorella chiesero giustizia e dopo anni di causa arriva la condanna in sede penale e civile dell’autore della responsabile dell’omicidio, una donna della famiglia Terraciano dei Quartieri Spagnoli, ma ora l’Agenzia delle Entrate addebita e imputa ai familiari della vittima innocente 18.819,25 euro per spese-tasse della causa vinta, perché l’assassina risulta nullatenente».

«La cifra imposta senza pietà dallo Stato alle vittime – denuncia Pisani – ammonta a 18.819,25 euro. L’assassina, condannata in via definitiva dalla Cassazione ad 8 anni di reclusione, e anche  a risarcire i danni, risulta nullatenente e non pagherà, ma ai familiari della vittima oltre al danno irreparabile della morte del figlio, hanno anche la beffa di dover pagare spese e tasse di registrazione con il pericolo di perdere ogni altro bene a seguito espropriazioni esattoriali. La notifica è stata recapitata ai malcapitati e poveri familiari della vittima innocente, che per dieci anni si sono difesi con grandi sacrifici e dignità grazie al gratuito patrocinio dello Stato, per il recupero delle tasse e sanzioni delle cause intentate per la punizione dell’assassino della giovane vittima innocente».

«La Terracciano è stata condannata in via definitiva ma ora è libera e senza problemi. L’Agenzia delle Entrate – denuncia l’avvocato Angelo Pisani che lancia un appello al Presidente della Repubblica e al Governo “per impedire una reale, crudele ingiustizia e persecuzione”  – ha intimato oggi ai familiari della vittima di rimborsare le spese di tasse e sanzioni della causa perché la condannata risulta nullatenente: non ha risarcito i danni e nemmeno le spese legali, che ora lo Stato, che non ha saputo garantire sicurezza e la vita del giovane ucciso mentre era affacciato al balcone di casa, pretende anche i soldi dalla mamma e dai fratelli della vittima». «L’Agenzia delle Entrate – conclude Pisani – annulli in autotutela una crudele condanna beffa in danno di chi già ha sofferto e non avrà alcun risarcimento».

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