Uno dei proiettili esplosi ha colpito la saracinesca di una trattoria.

Per il momento, gli inquirenti non scartano alcuna pista in merito al ferimento del 19enne Sadan Sanjsedal, colpito da un colpo di pistola alla gamba la notte tra martedì e mercoledì in via Tribunali. Ma alcune ricostruzioni sembrano avere meno forza rispetto ad altre. A cominciare da quella per cui lo stesso giovane, incensurato, fosse il vero obiettivo del raid. Così come che l’obiettivo fosse la trattoria “Da Carmela”, la cui saracinesca è stata colpita da un altro proiettile (in totale ne sono stati esplosi cinque): se i “pistoleri” avessero voluto, di certo non si sarebbero fermati a un colpo solo. Regge, quindi, la versione dei proprietari, che negano di aver mai ricevuto richieste estorsive.

L’ipotesi che, invece, sembra essere più concreta per gli investigatori del commissariato Decumani è quella che si trattasse sì di un agguato, ma che il vero obiettivo non fosse il giovane di origini nordafricane, nato a Napoli e che vive con la sua famiglia in vico Panettieri. Bensì un altro soggetto non identificato. Saban si sarebbe, di conseguenza, solo trovato al posto sbagliato al momento sbagliato. Per il momento, resta solo il clima di paura che avvolge il centro storico di Napoli quando cala la notte e le strade di giorno piene di turisti, diventano preda della camorra.

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