Il processo prosegue con rito abbreviato. In aula i ragazzi dei Quartieri ammettono le responsabilità, mentre dal Pallonetto arriva una smentita.
I quattro minorenni imputati per gli spari tra piazza Carolina e via Chiaia saranno giudicati con rito abbreviato. La giudice Anita Polito ha ammesso il procedimento e respinto le richieste di messa alla prova. A rivelarlo è il quotidiano “Il Mattino”.
Le risposte dei ragazzi lasciano passaggi da chiarire
Tutti hanno accettato di rispondere alle domande della magistrata e del pubblico ministero Ugo Miraglia. Secondo quanto ricostruito dal Mattino, però, le loro dichiarazioni non hanno chiarito diversi passaggi della vicenda.
Con il rigetto delle richieste, viene escluso in questa fase il percorso della messa alla prova nella giustizia minorile. Il processo proseguirà fino alla sentenza, che dovrà accertare le responsabilità di ciascun imputato.
Lo scontro armato tra i passanti della movida
Al centro del procedimento c’è lo scontro avvenuto vicino alla Prefettura, in una zona frequentata da numerosi ragazzi. Secondo l’accusa, si affrontarono giovani dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia.
La ricostruzione dell’agguato in piazza Carolina descrive colpi di arma da fuoco e inseguimenti. Prima dell’appuntamento ci sarebbero stati degli insulti, ma il motivo del contrasto non è stato ancora chiarito.
I due imputati dei Quartieri ammettono le responsabilità
Sul proprio coinvolgimento hanno risposto i due ragazzi riconducibili al gruppo dei Quartieri Spagnoli, assistiti dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Leopoldo Perone. Entrambi hanno ammesso le proprie responsabilità.
Della stessa formazione, secondo gli investigatori, sarebbe una figura di riferimento Vincenzo Giovanni Percich, che compare nel procedimento relativo ai maggiorenni.
L’inchiesta aveva portato all’emissione di sette provvedimenti di fermo, coinvolgendo giovani di entrambe le fazioni.
Il ragazzo del Pallonetto nega di aver passato la pistola
Il minore difeso da Giuseppe De Gregorio sostiene invece di essere estraneo ai fatti e nega di avere consegnato una pistola all’amico. È l’unico dei quattro a rispondere di accuse relative alle armi senza la contestazione di tentato omicidio.
Anche il quarto imputato, assistito da Tiziana De Masi, ha esposto la propria versione. Il suo racconto, riferisce il quotidiano, è stato giudicato incompleto.
La prossima udienza porterà alla decisione
Dopo i primi fermi, gli investigatori avevano rintracciato l’ultimo minorenne ricercato a Capodichino, al ritorno dalla Spagna.
Ora saranno gli atti e il confronto in aula a determinare l’esito del procedimento. Nell’udienza conclusiva sono previste la requisitoria del pubblico ministero, le arringhe dei difensori e la decisione della giudice. Il rifiuto della messa alla prova non anticipa il verdetto.

















