di Giancarlo Tommasone

Giornalista, scrittrice, deputata uscente. Souad Sbai, esperta di terrorismo internazionale, contattata da Stylo24, fa il punto della situazione sulle organizzazioni fondamentaliste e sui rischi a cui esposta l’Italia.

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Perché considera la Libia è il nuovo centro dell’Isis?
Perché da quando non c’è più Gheddafi, la situazione è controllata da alcuni personaggi legati alle organizzazioni fondamentaliste. Da quando lo abbiamo ucciso – Sarcozy in prima linea – si assiste a un controllo molto più pericoloso di quello che poteva esercitare il dittatore. Ci hanno presentato la Primavera araba come un movimento rivoluzionario culturale, ma non è niente di tutto ciò. Il movimento è stato gestito ad arte, pilotato, da chi era in accordo con la Fratellanza musulmana. Nel corso degli anni ad essa si sono unite altre organizzazioni, tra cui l’Isis; progetto quest’ultimo che non è fallito ma che si è spostato più vicino. Non si può pensare di definire rivoluzione culturale qualcosa che invece è stata controllata sin dall’inizio.

Quali rischi oggettivi ci sono per l’Italia? Anche Napoli è esposta?
In Italia nessuno è al sicuro; nemmeno Napoli. al momento vigono ancora piccoli accordi. Chi fa proselitismo prende finanziamenti che arrivano dal Qatar. Nel momento in cui questi accordi venissero a mancare, allora ci troveremmo davanti a un pericolo serio. Prendiamo la Sardegna, ad esempio. Il Qatar sta investendo in maniera massiccia sull’isola. Il Qatar ha finanziato moschee in Italia, e continua a farlo. Ci sono le moschee ‘fai da te’, camuffate da centri culturali o da agenzie di viaggi, che vanno costantemente monitorate.

L’ambiente in cui si fa maggiore opera di proselitismo?
Sicuramente quello delle carceri. Le carceri sono una polveriera. Qualcuno si fa pure arrestare per entrare in contatto con persone verso le quali esercitare opera di proselitismo. Una volta usciti di prigione, i nuovi indottrinati andranno a rinfocolare le fila di quelli già esistenti. E nei confronti di questo pericolo reale non possiamo fare alcunché.

Crede che l’Isis possa tornare a colpire, a breve?
In Italia ci sono numerose persone, molte delle quali anche ‘rifugiate’ nei centri di accoglienza, che vengono trovate in possesso di grandi quantità di denaro, di cui non si sa la provenienza. Sono persone scappate dalla guerra per andare in guerra. Ultimamente c’è un silenzio assordante che preoccupa. Vediamo cosa accadrà dopo le elezioni. Quando potrebbero cambiare quei piccoli accordi di cui dicevo prima. Nel caso ad esempio ai fondamentalisti non piacesse chi andrà al governo, potrebbe materializzarsi un rischio altissimo e i terroristi potrebbero tornare a colpire.