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La storia non si tocca, anzi nemmeno si sfiora. Una struttura fatiscente, a Paestum (Salerno), in un’area sottoposta a vincoli – nel parco archeologico – anche se al di fuori della cinta dei templi, è al centro di polemiche. Tanto da innescare anche un’interrogazione parlamentare del M5S.

Il deputato Anna Bilotti
vuole infatti capire
se si tratti di un abuso
edilizio o meno

«Una colata di cemento nel cuore del parco archeologico di Paestum e a pochi metri dal tempio di Nettuno. Quello che inizialmente doveva essere un semplice restauro conservativo di una struttura privata di ristorazione nel cuore del parco archeologico di Paestum, a pochi metri dal tempio di Nettuno, avrebbe assunto i connotati di una vera e propria ristrutturazione edilizia, con il rischio di ampliamento della volumetria dello stesso immobile. Una situazione denunciata da tempo dagli attivisti dell’associazione Cittadini 5 Stelle di Capaccio Paestum, tenuto conto che il sito in questione è sottoposto a divieto di in edificabilità assoluta in quanto soggetto a vincolo di tutela e in edificabilità e a vincolo di tutela assoluta in relazione alla perimetrazione dell’antica città», dice Bilotti.

In quella zona infatti esisteva già un rudere, ora interessato da lavori con il sospetto che non si tratti di manutenzione per evitare che crolli ma di una ristrutturazione per destinare il fabbricato a un uso di ristorante o albergo.

L’allarme è nato sui social network, con una serie di foto

E il sindaco di Capaccio – Paestum, Franco Palumbo, ha deciso di avviare una serie di accertamenti per verificare se si tratti di un restauro conservativo, come risulta dalla documentazione comunale, o di un rifacimento che prevede un ampliamento del volume dell’edificio, in una zona vincolata fino a 1000 metri oltre le mura di cinta dell’antica città di Paestum.

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