giovedì, Febbraio 2, 2023
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Sorrento, il Comune acquisisce i suoli dell’ex parcheggio

Finisce (finalmente) la telenovela sul frutteto di Vico III Rota dove sorgerà un parco pubblico intitolato a Giovanni Antonetti

di Fabrizio Geremicca

A quasi tre anni di distanza dalla ingiunzione di ripristino dello stato dei luoghi, che è stata disattesa dai destinatari, il Comune di Sorrento acquisisce al patrimonio il terreno in vico III Rota della società Edilgreen e di Adriano Bellacosa, l’avvocato con la passione per la politica che è stato assessore alla Legalità nella Provincia di Salerno nella giunta Cirielli. Si compie, dunque, un passo fondamentale verso la realizzazione del parco pubblico intitolato a Giovanni Antonetti, il giovane consigliere comunale di Italia dei Valori prematuramente scomparso alcuni anni fa, il quale condusse una serrata battaglia politica, acquisendo documenti ed informazioni, contro la speculazione edilizia in atto in quel terreno agricolo. I lavori furono bloccati da un sequestro preventivo della Procura di Torre Annunziata nel 2011, dopo sessanta giorni circa dall’avvio del cantiere, quando già erano stati abbattuti molti alberi ed era avvenuto un imponente sbancamento di terreno.

L’ex sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo

Tre gradi di giudizio hanno poi stabilito che i permessi per realizzare il maxi parcheggio da 253 garage al di sotto di quel frutteto non avrebbero mai potuto essere rilasciati e sono stati condannati i due funzionari della Provincia i quali avevano rilasciato le autorizzazioni. Nel frattempo ci sono stati alcuni tentativi di Salvatore Langellotto, il titolare della Edil Green, di concordare con l’amministrazione comunale di Sorrento, all’epoca guidata da Giuseppe Cuomo – che era stato socio di Giuseppe Langellotto, il padre di Salvatore, in un’altra società dedita alla realizzazione di box auto, Nizza srl – soluzioni diverse dal ripristino dello stato dei luoghi.

Langellotto aveva proposto nuove ipotesi progettuali. Le quali, però, non sono andate in porto ed in ogni caso avrebbero incontrato la ferma opposizione da parte delle associazioni ambientaliste, in primis il Wwf, che si batterono a lungo per evitare la cementificazione del frutteto di vico III Rota, e da parte della famiglia di Giovanni Antonetti.

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