Maikol Russo, vittima innocente della camorra

Lo sfogo di Angela Iovino, vedova di Maikol Russo a cinque anni dalla tragedia di Forcella: le indagini sul delitto non sono mai decollate

E’ lo sfogo di una vedova, di una moglie, Angela Iovino, che ad appena 25 anni, il giorno di San Silvestro del 2015, si è vista portare via il marito, Maikol Russo, un lavoratore, un uomo onesto, vittima innocente della camorra. Russo fu freddato a Forcella, all’uscita da un bar, da sicari assetati di sangue, che si muovevano impazziti nel corso della guerra della paranza dei bambini.

Lasciò la consorte e due figli piccoli. «A Napoli non c’è pietà», sottolinea Iovino, che denuncia l’indifferenza di un quartiere oltre a quella dell’intero capoluogo partenopeo, in cui sempre il 31 dicembre, ma a cinque anni di distanza dall’omicidio di Maikol, la camorra è tornata a sparare (delitto di Ciro Caiafa, padre del baby-rapinatore Luigi, ndr). Nel corso dell’intervista resa al Mattino, Iovino ha pure ribadito che le indagini per la morte del marito, non sono mai decollate.

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